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Decine di militanti del partito di Matteo Salvini gli hanno urlato di tutto, e il servizio di sicurezza l'ha dovuto scortare al sicuro

Il giornalista Gad Lerner è stato pesantemente insultato da decine di militanti della Lega durante l’annuale raduno del partito in programma oggi a Pontida, in provincia di Bergamo. Secondo la testimonianza del giornalista di Repubblica Matteo Pucciarelli, Lerner è stato «ricoperto di insulti, grida e improperi» e successivamente «accerchiato» da alcuni militanti. Gli addetti alla sicurezza della Lega lo hanno poi dovuto scortare fino all’area riservata ai giornalisti, aggiunge Pucciarelli.

il video

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Si può scegliere di leggere un libro su Israele e la Palestina alla ricerca di ulivi?  Se pensiamo all'ulivo come simbolo non solo di pace ma anche come un elemento di condivisione lungo tutte le terre toccate dal Mediterraneo, si.

Una riflessione di Ugo Fracassa dal blog Le parole e le cose sul libro "Viaggio in terra compromessa" (Mimesis 2019) di Chiara Basso Milanesi.

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La Sezione Anpi Berlino Brandeburgo ricorda Piero Scaramucci, fondatore di Radio Popolare, protagonista del Gruppo di Fiesole, per anni inviato Rai, autore di inchieste sulle stragi di Stato, anti-fascista sempre in prima linea contro censura e bavagli, in difesa della Costituzione.

Nato a Praga nel 1937, Scaramucci era entrato in Rai nel 1961. Nel 1976 aveva contribuito a fondare l'emittente, di cui è stato direttore dal 1992 al 2002.

Vedi Servizio  SKY 

Questo il ricordo di Paolo Serventi Longhi, ex direttore della Fnsi.

“Devo molto, dobbiamo molto a Piero Scaramucci noi giornalisti che riteniamo di avere una coscienza professionale, sociale e sindacale. Uomo e collega integerrimo, sempre gentile e signore vero. Impegnato nel movimento dei giornalisti democratici, nella Federazione della Stampa, alla Lombarda. Spesso all'opposizione ma decisivo in momenti fondamentali della vita deL nostro Sindacato. Ricordo alcune riunioni della sua cara componente di Nuova Informazione a casa sua e di Mimosa a Milano nel 1996 quando si trattava di tenere insieme una difficile maggioranza nella Fnsi e di darle una connotazione progressista. Dopo un po' di anni ci siamo rivisti, entrambi delegati, al congresso di Levico Terme nello scorso febbraio e fu curioso incontrarci alla stazione di Trento all'arrivo dei nostri rispettivi treni. Un abbraccio che non scorderò mai. Grazie Piero per la tua onestà intellettuale di uomo di sinistra mai fazioso, di giornalista dalla schiena d'acciaio, e grazie per averci fatto conoscere la tua umanita' . Un abbraccio a Mimosa, alle amiche e agli amici di Nuova Informazione e di Controcorrente Ai colleghi di Radio Popolare e della Rai. Ho perso un grande amico.”

25 APRILE 2019
Piero Scaramucci, in onda il discorso cancellato a Pavia
di Massimo Bacchetta
Giovedì 25 aprile 2019 ore 14:11

Non sempre togliere voce a chi non si vuol far parlare è così facile.
Per fortuna.
Piero Scaramucci, assurdamente escluso, in corsa, dalle celebrazioni ufficiali del 25 aprile a Pavia, alla fine ha parlato lo stesso.
Se non da un palco, da un microfono.
Il nostro.
E’ andato in onda nello stesso orario in cui era previsto il suo discorso in piazza, poi cancellato su decisione del Commissario Prefettizio per evitare “possibili polemiche”, questa sarebbe l’ultima spiegazione.
La gravità dell’esclusione resta, il silenzio no.
E’ il minimo.
Cos’è stata la Liberazione, cosa ha prodotto, cosa ha seminato, cosa è ancora da coltivare: Scaramucci ha pronunciato sulle frequenze di Radio Popolare il discorso che avrebbe pronunciato dal palco.
Potete risentirlo qui:
Radio Popolare 

 

Le parole del sindaco di Milano Giuseppe Sala

"Oggi ci ha lasciato Piero Scaramucci, giornalista Rai ed ex direttore di Radio Popolare. Ha raccontato gli anni più caldi del nostro Paese con devozione nei confronti della verità e con straordinaria competenza. Milano lo ricorda con affetto". Con queste parole il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha ricordato il giornalista su Twitter. ( Fonte Sky )

Il ricordo del presidente dell'Anpi di Milano Roberto Cenati

Tra i primi a ricordare il giornalista, vicepresidente della sezione Anpi Almo Colombo, il presidente dell'Anpi provinciale di Milano Roberto Cenati. "Sono sempre state per noi fondamentali le sue analisi, approfondite, stimolanti e mai banali sulla situazione politica, economica e sociale del nostro Paese - sottolinea Cenati -. Ci siamo visti l'ultima volta lo scorso 10 agosto, in piazzale Loreto, nella ricorrenza del 75° anniversario dell'eccidio dei 15 Martiri e ci siamo ripromessi di riprendere con slancio l'iniziativa della nostra Associazione per contrastare il risorgere dei movimenti neofascisti e il crescente clima di odio e di intolleranza che sta investendo il nostro Paese". "Ricorderemo sempre Piero con commozione ed affetto. Alla moglie Mimosa, alla figlia Marianna, ai familiari esprimiamo l'affettuosa vicinanza di tutta l'Anpi", conclude Cenati. (Fonte Sky )

Il cordoglio di di Fnsi e Alg

"Ci ha lasciato Piero Scaramucci, fondatore di Radio Popolare, protagonista del Gruppo di Fiesole, per anni inviato Rai, autore di inchieste sulle stragi di Stato, anti-fascista sempre in prima linea contro censura e bavagli, in difesa della Costituzione". Lo sottolineano Fnsi e Alg. "Sino alla fine impegnato nel sindacato - prosegue la nota -, aveva partecipato anche all'ultimo Congresso nazionale della Stampa italiana come delegato della Lombardia eletto nelle liste di Nuova Informazione, che aveva contribuito a fondare, e anche in quella occasione aveva portato il suo spirito libero, critico, ironico, che ha segnato la sua vita professionale, sindacale e privata. La Federazione nazionale della Stampa italiana e l'Associazione Lombarda dei Giornalisti si stringono attorno ai familiari in un affettuoso abbraccio". ( Fonte Sky)

 

Proponiamo un articolo di Ilaria Romeo pubblicato dal blog  Fortebraccio, con le testimonianze di Bruno Trentin e di Luciano Lama.

"Il 1943 è nella seconda guerra mondiale l’anno della svolta. In Italia gli scioperi del marzo precedente, il bombardamento di Roma e la caduta del fascismo fanno precipitare la situazione. La guerra è persa su ogni fronte, il governo si arrende e il 3 settembre viene stipulato l’armistizio con gli Alleati (verrà divulgato il successivo 8 settembre)"........

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La propaganda contro gli sbarchi di migranti ha trascinato media e opinione pubblica su un livello di percezione soprattutto emotivo sia in negativo che in positivo. Questo ha offuscato la possibilità di ragionare sulla complessa realtà del fenomeno con distacco e razionalità. Questo articolo di Valentina Furlanetto pubblicato da Il Sole 24 Ore offre dati statistici complessivi e articolati e schede esaustive sulle ragioni (politiche, sociali, economiche e ambientali) per cui migliaia di persone scappano dalla propria terra, dagli stati dell'Africa e dall'Oriente.

La realtà è sempre complessa e come tale va affrontata.

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Proponiamo un articolo di Ilaria Romeo, responsabile dell'Archivio storico della CGIL,  pubblicato oggi sul blog Fortebraccio, convinti che conoscenza e memoria di fatti e di processi storici così gravi, costituiscano uno strumento essenziale per la difesa quotidiana, anche attraverso piccoli gesti, della democrazia e della cultura antirazzista.

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I titoli sulla prima pagina del quotidiano La Stampa di Torino (foto tratta dall'articolo di Fortebraccio)

Riprendiamo da Il Mitte, quotidiano berlinese in lingua italiana, un bel reportage da Cipro di Lucia Conti. Se a novembre si celebrano i 30 anni dalla caduta del muro di Berlino, la divisione di Cipro dura (ancora) da ben 45 anni.

 

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La foto (tratta dall'articolo) è stata scattata presso il Checkpoint di Nicosia, Cipro Nord, da Ivan Macioce.

Un documentario di ARTE, sull'evento che ha dato inizio, 80 anni fa, a una guerra che da prodotto atrocità, distruzione e 60 milioni di morti.

Accedi al link (disponibile fino al 30 novembre 2019):

https://www.arte.tv/it/videos/089067-000-A/polonia-1939-l-inizio-della-seconda-guerra-mondiale/?fbclid=IwAR2qbRi1YO3YiBmByChErGcFM-J37MchgWBj_L5O8lhijvDdMS23SVpvk8o

Anche il Coordinamento Nazionale Donne ANPI aderisce alla manifestazione del 28 settembre a Roma per dire “No Pillon e DDL collegati”. Saremo in piazza insieme ai Movimenti Femministi, alle Associazioni di donne, i Centri antiviolenza, i Collettivi e le Organizzazioni che l'hanno indetta, perché convintamente contrarie a questo devastante progetto politico che annullerebbe i diritti conquistati con anni di lotte, ridefinendo i rapporti sociali in chiave illiberale e sessista.

Qui il documento di adesione:      http://www.anpi.it/articoli/2235/

  1. Contro l’ossessione per il consenso di Matteo Pascoletti @matteoplatone matteo@valigiablu.it

FONTE VALIGIABLU.IT

La propaganda parla al bambino che è in noi, cerca di convincerlo attraverso la suggestione, i personaggi, le storie. Crea cornici (frame) che servono alla nostra mente per assimilare i concetti attraverso narrazioni e metafore – ricordate “Renzi il Rottamatore”? Chi fa informazione, in teoria, dovrebbe essere disincantato e scettico, maneggiare con cura questo tipo di linguaggio; non aderire ai suoi frame, piuttosto crearne di propri per svolgere al meglio la funzione di contropotere. Altrimenti contribuisce a diffondere la propaganda, vi aderisce quel tanto che basta per effettuare una precisa scelta, la stessa che richiedono le favole: la sospensione d’incredulità. Nelle favole gli animali parlano e noi scegliamo di crederci, entrando in un mondo di significati e simboli simile al nostro, ma non identico. Possiamo considerare una favola anche che negli anni ‘90 Silvio Berlusconi sia “sceso in campo” in un paese minacciato "dal pericolo comunista” per realizzare un “nuovo miracolo italiano”; miracolo possibile perché il fondatore di Forza Italia è un “unto dal Signore” cui manca solo il nostro voto. Abbiamo nell’ordine un eroe, un antagonista, un’impresa, un mandante (Dio) e un donatore (gli elettori).

Naturalmente chi votava Forza Italia negli anni ‘90 non sceglieva – si spera – di credere all’origine divina di Silvio Berlusconi, così come chi legge una favola non inizia a credere che gli animali parlino. Però leggere una favola è un atto circoscritto: prendiamo un libro o consultiamo un sito web, ci immergiamo in un mondo simbolico, e poi avviene una cesura – chiudiamo il libro, cambiamo sito. Mentre i frame scandiscono la cronaca politica, i talk-show, i lanci di notizie sui social media.

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