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Il resoconto del nostro Presidente Franco Di Giangirolamo:

Una grande manifestazione antirazzista e antifascista ha attraversato sabato scorso la città di Dresden, poco avvezza a eventi  di questa dimensione e con queste parole d'ordine.

Se il mio occhio di sindacalista non mi ha ingannato, circa 30.000 persone (non certo le poche migliaia commentate da alcuni media) hanno sfilato, sotto un sole piuttosto cocente, dal punto di concentramento (Altmarket) fino al Cockerwiese, dove si sono tenuti i discorsi e le comunicazioni ufficiali delle numerose organizzazioni  che compongono la GALASSIA della  SOLIDARIETA'.

Moltissimi i giovani e i migranti, che hanno costruito una coreografia della diversità  con la musica, i colori, le parole d'ordine, gli slogan ricchi sia di fantasia che di grinta, trasformando la dimostrazione in una grande festa popolare.

Perfino l'attraversamento dei due ponti sull'Elba (piuttosto sofferente per la siccità), il Carola Brücke (una fortunata combinazione) e  l'Albert Brücke, sono stati un momento spettacolare della manifestazione.

„Non lasciamo che i nazisti manifestino e governino“ era la parola d'ordine di quello che è stato definito il Blocco Democratico, finalizzata a contrastare il successo elettorale cui punta l'AfD (Allianz fuer Deutschland) nelle prossime votazioni regionali in Turingia e Sassonia.

...continua a leggere "ANPI Berlino alla manifestazione di DRESDEN: “Solidarität statt Ausgrenzung für eine offene und freie Gesellschaft – Solidarietà invece di emarginizzazione per una società aperta e libera."

"Il 13 maggio 1939 il transatlantico St. Louis salpa da Amburgo, in Germania. A bordo ci sono vi sono 937 persone, per la maggior parte ebrei tedeschi in fuga dalle persecuzioni naziste che in quegli anni stavano iniziando a colpire l’Europa...."

Riprendiamo qui la storia di una odissea che oggi ci deve far riflettere, raccontata da Silvia Morosi e Paolo Rastelli sul Blog  pochestorie.corriere.it

L'articolo:  La nave dei rifugiati ebrei rifiutata dagli USA

 

 

Un approfondito reportage di Nello Scavo, inviato del quotidiano  Avvenire  sull'inchiesta della Procura di Agrigento sulla vicenda della nave "Sea Watch", nel quale si analizza, in particolare, il profilo del mancato rispetto delle Convenzioni internazionali in materia di diritti umanitari, cui l’Italia ha aderito» e che costituiscono  «un limite alla potestà legislativa dello Stato  ai sensi degli articoli 10, 11 e 117 della Costituzione>>

L'articolo (22 agosto 2019):

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/migranti-le-accuse-a-salvini-indaginefbclid=IwAR3atoi5lUrd0iuBFbIoSbHIkS3yQI2l5riysqYHS_EfvAOSIKO0A6NXVe0

 Appuntamento il  28 agosto 2019 a Berlino ore 16 al Gedenkstätte deutscher Widerstand, Stauffenbergstraße 13/14 per un incontro con l'autore Nicola Montenz, moderato da  Hans Coppi. L'iniziativa è sostenuta da VVN-BdA e da Anpi Berlino Brandeburgo. 

Il libro racconta la storia di Libertas Schulze-Boysen decapitata il 22 dicembre 1942 a 29 anni, per ordine di Hitler, insieme ad altre donne e uomini allo scopo di avviare lo smantellamento di un gruppo di resistenza, individuato con nome di <<Orchestra rossa>>. Ma esistette davvero o si trattò di un mito? Il libro cerca, attraverso la ricostruzione delle vite di Libertas e del marito Harro, di ricomporre e approfondire la verità sulla resistenza tedesca.  In appendice al libro il monologo "L'eterna primavera" ripercorre l'ultima ora di vita di Libertas.

L'autore Nicola Montenz, laureato in Letteratura greca e dottorato in Filologia classica, è diplomato in Organo e composizione organistica. Ha pubblicato altri libri sulla resistenza tedesca.

Nicola Montenz, L'eterna primavera. Libertas Schulze-Boysen e l'<<Orchestra rossa>>, Milano 2019 (Archinto Ed.)

Gedenkstätte Deutscher Widerstand, Berlin

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ll.mo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,

ci appelliamo alla Sua conclamata sensibilità ed al Suo rispetto per i valori umani e per la dignità della persona e chiediamo il Suo urgente intervento in relazione alla nota vicenda politica e giudiziaria riguardante Domenico Lucano, Sindaco del Comune di Riace (RC) per tre mandati consecutivi, vicenda a Lei certamente nota.

Dal 4 ottobre 2018, a seguito della richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri (RC), Domenico Lucano è stato sottoposto a misure cautelari restrittive della libertà personale, ovvero agli arresti domiciliari prima ed al divieto di dimora nel comune di Riace (RC) poi, misura quest'ultima ancora efficace.

Le ragioni dell'applicazione delle citate misure cautelari nei confronti di Domenico Lucano, accusato di essersi adoperato per favorire l'immigrazione clandestina attraverso la celebrazione di matrimoni fittizi (circostanza, peraltro, mai verificatasi) oltre che di aver proceduto ad affidamento diretto del servizio di raccolta di rifiuti a cooperative sociali (circostanza, nel caso di specie, ammessa dalla legge), venivano ricondotte al rischio di reiterazione dei reati contestati e di inquinamento probatorio in considerazione della carica di Sindaco che Domenico Lucano ha rivestito nel Comune di Riace fino allo scorso 26 maggio, data in cui i cittadini di Riace hanno eletto una nuova amministrazione comunale nella quale Domenico Lucano non ricopre alcuna carica pubblica, né amministrativa né politica.

Chiaro ed evidente risulta che oggi non vi è alcun motivo per ritenere che siano concrete ed attuali le motivazioni che hanno condotto all'applicazione delle citate misure cautelari.

A tutto quanto sopra si aggiunga che è pendente dinnanzi al Tribunale di Locri (RC) un processo a carico, tra gli altri, di Domenico Lucano, in cui verrà accertata la fondatezza delle accuse e rispetto al quale lo stesso ha sempre dichiarato piena fiducia nella magistratura.

Si aggiunga altresì che lo scorso mese di marzo 2019, a seguito del ricorso presentato dagli avvocati difensori di Lucano, si è pronunciata la Suprema  Corte di Cassazione che - in buona sostanza - ha ritenuto insussistenti le ragioni che hanno portato all'applicazione della misura restrittiva della libertà personale.

Alla luce di quanto sopra, ed in particolare della cessazione di ogni carica, di fatto, Domenico Lucano, cittadino incensurato, né, prima d'ora, neppure indagato per alcun tipo di reato, risulta oggetto di un esilio politico non giustificato da alcuna ragione giuridica.

Atteso che in questi giorni, l'anziano padre di Domenico Lucano, Roberto, 93enne, sta trascorrendo quelli che potrebbero essere i suoi ultimi giorni di vita visto il notevole aggravamentodella propria situazione di salute (affetto da una grave forma di leucemia è stato colpito anche da un infartonella propria abitazione di Riace, ove il figlio, Domenico, non può recarsi neanche per una breve visita.

In considerazione di tutto quanto sopra ci appelliamo alla Sua sensibilità ed ad un gesto umanitario, per dare la possibilità a Domenico Lucano ed al padre di potersi salutare con serenità dentro le mura della loro casa.
A tal fine chiediamo il Suo intervento affinché, con qualunque strumento a Sua disposizione e considerata la Sua posizione di Garante dei diritti costituzionali, si consenta a Domenico Lucano di poter tornare nel comune di Riace a far visita ed assistere il proprio anziano padre.
Confidando in un sollecito ed urgente riscontro e ringraziando per l'attenzione, si inviano

Distinti saluti.
Comitato Undici Giugno

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Parteciparono, arruolati anche con la forza, alla liberazione della Francia dal Nazismo. Riprendiamo un documentato articolo di Cornelia I. Toegyes sul Quotidiano on line AfricaExpress.

//www.africa-express.info/2019/08/17/sbarco-in-provenza-1944-macron-conde-ouattara-onorano-i-soldati-africani-caduti/?lm=e758043f2d2a71658362cb5b0c6fb3c2&ls1=7cab0eeb96e8fa3fe52c6ce439f1c62b9dcc7e93&ls2=56fe2145acb541db53ac8b8f0aeb40c1230cc54bb426124a0cc52736075b1189

 

Si sono svolte in diverse zone di Berlino a partire da ieri pomeriggio a Spandau manifestazioni, flash mob e presidi contro il nazismo. Queste manifestazioni avvengono ogni anno con la ricorrenza della data della morte in carcere a Spandau del criminale nazista Rudolf Hess. Le manifestazioni antinaziste promosse da molte associazioni democratiche, sindacati, comunità ecclesiali e religiose ogni anno si prefiggono l’obiettivo di prevenire le commemorazioni da parte di movimenti neonazisti. Alla manifestazione che si è celebrata questa mattina in Alexanderplatz hanno partecipato diverse centinaia di persone. Durante la manifestazione sono intervenuti rappresentanti delle associazioni promotrici, dirigenti sindacali,rappresentanti di diverse confessioni religiose. All’iniziativa ha aderito la Sezione ANPI Berlino Brandeburgo presente  con i suoi simboli e lo striscione “Ora e sempre Resistenza”

 

Riprendiamo un articolo di Paolo Costa pubblicato sul sito Le parole e le cose, che si occupa di Letteratura e realtà, e approfondisce tematiche attuali: 

....."  Avere il desiderio di essere padroni almeno a casa propria è un buon inizio per un membro attivo di una democrazia, ma è soltanto il primo passo in un lungo processo di accomodamento/apprendimento che ha come fine e movente ultimo l’amore per il non-dominio e l’uguale libertà e non un risarcimento reale o simbolico per le proprie frustrazioni"......

Democrazia e demagogia

La democrazia è un bene. Questo giudizio non verrà intaccato dalle riflessioni che seguiranno. Trattandosi però di un bene composito, un’adesione senza riserve al giudizio di valore non elimina d’emblée l’esigenza di tornare a ragionare periodicamente su alcune verità scomode che lo riguardano.

L’affinità tra democrazia e demagogia, per esempio, era nota già agli antichi. Nella pratica democratica deve essere riservato uno spazio significativo allo scambio illimitato di ragioni e alla deliberazione collettiva, “popolare”. Questa apertura di principio rende la discussione inevitabilmente porosa, la espone cioè a tutti quegli usi strumentali del discorso che sono familiari a chiunque abbia una pur minima esperienza del mondo. Gli argomenti a cui si fa ricorso nel dibattito politico, infatti, benché siano idealmente guidati, come qualsiasi altro argomento, dal fine interno del libero convincimento o della resilienza persuasiva, possono essere facilmente posti al servizio del fine esterno del dominio, del prevalere a ogni costo. La retorica, in quanto arte della persuasione indipendente da qualsiasi vincolo epistemico o morale incondizionato, è l’arsenale a cui attingono i demagoghi di ogni risma nella loro lotta senza scrupoli per la supremazia.

...continua a leggere "Padroni a casa nostra. Come districare Mito e Realtà nella promessa sovranista"

Ieri, nel 127esimo anniversario della nascita di Peppino di Vittorio, degli sconosciuti hanno sfregiato la stele a lui dedicata e apposta alla sua morte dai braccianti del luogo presso Masseria Cirillo ad Orta Nova, dove da bambino cominciò a lavorare.

Ci sono nomi che ancora oggi continuano a essere un faro di lotte, diritti e democrazia, valori che qualcuno vorrebbe distruggere e tocca a tutti noi preservare e rinnovare

In gioco sono ora la nostra libertà e la difesa della Costituzione. E' importante conoscere bene i delicati meccanismi che intrecciano tra loro i diversi poteri attraverso i quali funziona una vera democrazia.

Ricordando che ..."Le parole sono importanti e quelle pronunciate da Matteo Salvini richiamano, forse a sua insaputa, la grande storia. La richiesta di pieni poteri infatti non può non evocare il “decreto dei pieni poteri” adottato dal parlamento tedesco nel 1933, che determinò un’accelerazione verso la dichiarazione dello stato di emergenza e, nei fatti, diede avvio alla dittatura nazista."

Riprendiamo un articolo de Il Sole 24 / Costituzione e Libertà del 9 agosto:

Perché Salvini non può chiedere pieni poteri

di Oreste Pollicino e Giulio Enea Vigevani