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DI OIZA Q. OBASUYI 10 DICEMBRE 2019

FONTE : THE VISION

Una delle narrazioni più comuni che emergono quando si parla di neofascismo è che coloro che perpetuano una simile ideologia sono semplicemente degli ignoranti. Eppure vengono spesso invitati nei programmi tv come personaggi antagonisti per fare audience, spronandoli a esprimere la loro visione su questioni socio-politiche. A meno che non si condividano queste vere e proprie stupidaggini, siamo portati troppo spesso a bollare le visioni espresse da tali personaggi come prive di logica o dettate, per l’appunto, dal fatto di non conoscere abbastanza, in realtà si tratta di questioni ben precise che scaturiscono da un’ideologia studiata. Ridurre il neofascismo a questi episodi mediatici e bollare il tutto con “ignoranza” non porta ad analizzare un problema ben più grave, ossia il fatto che le medesime ideologie si possono trovare anche in quei luoghi in cui tale “ignoranza” non dovrebbe esistere, come scuole e Università. Bisognerebbe piuttosto considerare, e attuare, le leggi in vigore, perché il nazifascismo è un crimine e non un’opinione.

>>> L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE SU THE VISION

 

 

Il 3 dicembre ARTEMISIA e.V. organizzerà la Giornata internazionale delle persone diversamente abili, nel nome dell’inclusione e in collaborazione con AWO Begegnungszentrum, EMERGENCY Deutschland, Bezirksamt Friedrichshain- Kreuzberg, MiNA e.V., Rete Donne Berlino,ANPI Berlino-Brandeburgo e con IL MITTE, il nostro magazine.

Potete trovare tutte le informazioni su come partecipare all’evento in questo articolo già pubblicato dal Mitte. Altri dettagli sono sull’evento facebook ufficiale Inklusion geht uns alle an e sul sito di Artemisia.

L’iniziativa, che è totalmente gratuita, comprenderà attività tra le quali musica africana, Arteterapia, improvvisazione teatrale e laboratori di cucina, in un misto di culture e differenze che daranno sapore alla giornata e alla vita. L’evento si chiuderà con la proiezione del film-documentario “Open heart“, candidato all’Oscar come miglior documentario nel 2013.

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE  ILMITTE.COM

Cosa pensa della sua città per decenni divisa in due, una berlinese nata dopo la caduta del Muro? E che pensa dei problemi ancora irrisolti del suo paese, massimo protagonista in Europa e nel mondo, eppure ancora afflitto dalla sua lunga sua storia di divisione in due stati contrapposti?
scritto da ELLA GLENZ 4 Novembre 2019
Ringraziamo le Riviste online Ytali e Arel per la condivisione di questa testimonianza

Autore Federico Quadrelli
Fonte : Formiche.net
Due regioni al voto. Due realtà con qualche similitudine. Due esisti completamente diversi. La politica al tempo dei populismi della destra radicale in Europa.
Il caso ha voluto che alle elezioni regionali andassero allo stesso tempo due territori, in due Paesi diversi, che però condividono qualche cosa: sono piccole ed hanno sempre visto la sinistra come forza preponderante nel governo locale. Per l’Umbria dal PCI per arrivare al PD. In Turingia con Die Linke.

.....Segnaliamo il link all'articolo  di Federico Quadrelli pubblicato sul sito formiche.net

Turingia e Umbria al voto: un commento

  1. Contro l’ossessione per il consenso di Matteo Pascoletti @matteoplatone matteo@valigiablu.it

FONTE VALIGIABLU.IT

La propaganda parla al bambino che è in noi, cerca di convincerlo attraverso la suggestione, i personaggi, le storie. Crea cornici (frame) che servono alla nostra mente per assimilare i concetti attraverso narrazioni e metafore – ricordate “Renzi il Rottamatore”? Chi fa informazione, in teoria, dovrebbe essere disincantato e scettico, maneggiare con cura questo tipo di linguaggio; non aderire ai suoi frame, piuttosto crearne di propri per svolgere al meglio la funzione di contropotere. Altrimenti contribuisce a diffondere la propaganda, vi aderisce quel tanto che basta per effettuare una precisa scelta, la stessa che richiedono le favole: la sospensione d’incredulità. Nelle favole gli animali parlano e noi scegliamo di crederci, entrando in un mondo di significati e simboli simile al nostro, ma non identico. Possiamo considerare una favola anche che negli anni ‘90 Silvio Berlusconi sia “sceso in campo” in un paese minacciato "dal pericolo comunista” per realizzare un “nuovo miracolo italiano”; miracolo possibile perché il fondatore di Forza Italia è un “unto dal Signore” cui manca solo il nostro voto. Abbiamo nell’ordine un eroe, un antagonista, un’impresa, un mandante (Dio) e un donatore (gli elettori).

Naturalmente chi votava Forza Italia negli anni ‘90 non sceglieva – si spera – di credere all’origine divina di Silvio Berlusconi, così come chi legge una favola non inizia a credere che gli animali parlino. Però leggere una favola è un atto circoscritto: prendiamo un libro o consultiamo un sito web, ci immergiamo in un mondo simbolico, e poi avviene una cesura – chiudiamo il libro, cambiamo sito. Mentre i frame scandiscono la cronaca politica, i talk-show, i lanci di notizie sui social media.

...continua a leggere "Contro l’ossessione per il consenso"

 Appuntamento il  28 agosto 2019 a Berlino ore 16 al Gedenkstätte deutscher Widerstand, Stauffenbergstraße 13/14 per un incontro con l'autore Nicola Montenz, moderato da  Hans Coppi. L'iniziativa è sostenuta da VVN-BdA e da Anpi Berlino Brandeburgo. 

Il libro racconta la storia di Libertas Schulze-Boysen decapitata il 22 dicembre 1942 a 29 anni, per ordine di Hitler, insieme ad altre donne e uomini allo scopo di avviare lo smantellamento di un gruppo di resistenza, individuato con nome di <<Orchestra rossa>>. Ma esistette davvero o si trattò di un mito? Il libro cerca, attraverso la ricostruzione delle vite di Libertas e del marito Harro, di ricomporre e approfondire la verità sulla resistenza tedesca.  In appendice al libro il monologo "L'eterna primavera" ripercorre l'ultima ora di vita di Libertas.

L'autore Nicola Montenz, laureato in Letteratura greca e dottorato in Filologia classica, è diplomato in Organo e composizione organistica. Ha pubblicato altri libri sulla resistenza tedesca.

Nicola Montenz, L'eterna primavera. Libertas Schulze-Boysen e l'<<Orchestra rossa>>, Milano 2019 (Archinto Ed.)

Gedenkstätte Deutscher Widerstand, Berlin

FONTE ILMANIFESTO

Autore : Carlo Lania 

L'ex ministro: «Per l’art. 3 della Carta la dignità sociale va riconosciuta a tutti, cittadini e migranti. Il giorno in cui nel Mediterraneo morivano 150 persone, l’Italia vota l’inasprimento del decreto sicurezza. Attenti, così si dà forza alla cultura dell’odio»

«Ci sono tre esempi emblematici di soggetti che oggi in particolare vivono situazioni di diversità e discriminazione e verso i quali si scatena l’intolleranza: uno è l’ebreo, con l’antisemitismo che sta rinascendo pesantemente. L’altro è la donna, vittima di una cultura che prima la vuole in casa a pensare ai bambini e poi si trasforma in una subcultura del femminicidio quando afferma “non sei più mia e allora non sei di nessuno”. Infine c’è l’immigrato, il diverso per definizione. Non si può affrontare l’immigrazione dimenticando la pari dignità sociale di tutte le persone (cittadini e stranieri) perché si rischia di imboccare una strada nella quale la diversità è madre dell’intolleranza, e da questa può nascere l’odio. Penso che i due decreti immigrazione-sicurezza possano in un certo modo rappresentare passi in quella direzione, e il secondo – il quale persevera – preoccupa per questo quasi più del primo». Giovanni Maria Flick è stato presidente della Corte costituzionale e ministro della Giustizia nel primo governo Prodi.

Presidente cosa la preoccupa di più del secondo decreto sicurezza?

Non c’è nessun tipo di “ravvedimento operoso”, come viene chiamato dai penalisti, per quanto riguarda i migranti; anzi al contrario si rafforzano gli ostacoli al salvataggio in mare da parte delle organizzazioni non governative. La previsione di una sanzione amministrativa elevata e la possibilità di arresto in flagranza per il comandante della nave che non rispetta l’alt ordinato dalle autorità sono misure che lasciano perplessi. Lascia ancora più perplesso la circostanza che per il divieto di accesso, sosta e transito si parli di presunzione di violazione della legge sull’immigrazione e di clandestinità: si presuppone cioè una complicità delle Ong nel traffico di esseri umani, non si comprende su quali elementi perché quella complicità non è stata in alcun caso e in alcun modo provata. Sulla base di cosa si presuppone questo collegamento? La formula mi pare ambigua: chi, dove, quando, come e dove opera quella presupposizione?

Cade la presunzione di non colpevolezza.

Da un lato cade la presunzione di non colpevolezza, dall’altro mi sembra che ci sia una clamorosa violazione del principio dell’obbligo di salvataggio in mare riconosciuto internazionalmente e dal nostro ordinamento, oltre che imposto dalla solidarietà che è un cardine della nostra Costituzione. E arriviamo al nodo di fondo della questione: la impossibilità di utilizzare i migranti come strumenti per convincere gli altri membri dell’Unione europea alla ripartizione di quei migranti. C’è una vecchia regola, fondamentale, secondo cui una persona non può mai essere strumento ma sempre e soltanto un fine. ...continua a leggere "Flick: «Le Ong si criminalizzano senza prove. Salta l’obbligo al salvataggio in mare» L’allarme del presidente emerito della Corte Costituzionale."

di Irene Barichello

fonte Patriaindipendente 

 

 

Parla Francesco Filippi, autore del volume “Mussolini ha fatto anche cose buone”. “Qualcuno dice che il 25 aprile è divisivo: certo! Divide infatti la democrazia da ciò che democrazia non è, l’antifascismo dal fascismo”

Come e perché nasce questo libro?

Faccio parte di un’associazione che organizza viaggi di memoria che si chiama Deina e, nel costruire questi viaggi, ci troviamo spesso a confronto con il modo in cui i ragazzi apprendono, fruiscono e interpretano la storia: non lo fanno attraverso gli strumenti ritenuti “canonici” (libri e manuali di storia, per esempio), ma attraverso quello che è il grande canale di informazione di tutti noi, cioè il web e in particolare i social network. Noi di Deina, parlando con i tutor – ossia ragazzi che hanno partecipato al progetto e si offrono a loro volta per accompagnare altri coetanei in quell’esperienza, per esempio ad Auschwitz – abbiamo scoperto che le convinzioni, o comunque le notizie, che girano sul web circa il fascismo sono “sporcate” da una serie di bufale e invenzioni che raccontano una storia mai esistita. Quindi questo manuale nasce innanzitutto come una risposta veloce, una “cassetta degli attrezzi” ad uso soprattutto dei ragazzi per affrontare le bugie che circolano sul fascismo.

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE PATRAINDIPENDENTE

A casa aveva materiale fascista e proiettili

E’ scattato all’alba il blitz della Digos di Torino che dalle 5 di questa mattina ha eseguito diverse perquisizioni nelle  sedi e in abitazioni private dei militanti di estrema destra di diversi gruppi torinesi. Tra i gruppi perquisiti c’è anche l’ultimo arrivato in città, la Legio Subalpinail cui leader torinese della Legio, Carlo Fabio D'Allio 28 anni, torinese, impiegato  in un'azienda privata che si occupa dello smistamento posta è stato arrestato.

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FONTE : WIRED.IT

AUTORE: SIMONE COSIMI

 

La pena corporale è ormai un evergreen della comunicazione politica leghista, e non solo: una retorica pericolosa, che fa del corpo del diverso un elemento sacrificale del consenso.
Sa di poterlo fare. Di colpire una minoranza fra le più devastate d’Europa. Ma il punto non è quello. Perché in questa Italia cattivista ciascuno di noi, a seconda delle proprie stagioni della vita, delle proprie fortune e sfortune o delle proprie scelte e condizioni, può trasformarsi in minoranza sotto attacco: donne, omosessuali, stranieri, avversari politici, disoccupati, meridionali, intellettuali, detenuti. Chiunque (con una certa prevalenza per gli obiettivi storicamente penalizzati).

Grazie a uscite come l’ultima, dedicata a una donna rom, Matteo Salvini – e con lui il tenore della comunicazione politica – ha spostato nel tempo il livello del dibattito sul piano punitivo corporale. “Questa maledetta ladra in carcere per trent’anni, messa in condizione di non avere più figli, e i suoi poveri bimbi dati in adozione a famiglie perbene. Punto” ha scritto lo scorso 18 giugno su Twitter rilanciando un articolo del Giornale che racconta la vicenda di Vasvija Husic, 33enne bosniaca e borseggiatrice seriale a quanto pare arrestata decine di volte, ma che finora ha evitato il carcere in virtù di una gravidanza in corso.>>>>

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