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"Il 13 maggio 1939 il transatlantico St. Louis salpa da Amburgo, in Germania. A bordo ci sono vi sono 937 persone, per la maggior parte ebrei tedeschi in fuga dalle persecuzioni naziste che in quegli anni stavano iniziando a colpire l’Europa...."

Riprendiamo qui la storia di una odissea che oggi ci deve far riflettere, raccontata da Silvia Morosi e Paolo Rastelli sul Blog  pochestorie.corriere.it

L'articolo:  La nave dei rifugiati ebrei rifiutata dagli USA

 

 

 Appuntamento il  28 agosto 2019 a Berlino ore 16 al Gedenkstätte deutscher Widerstand, Stauffenbergstraße 13/14 per un incontro con l'autore Nicola Montenz, moderato da  Hans Coppi. L'iniziativa è sostenuta da VVN-BdA e da Anpi Berlino Brandeburgo. 

Il libro racconta la storia di Libertas Schulze-Boysen decapitata il 22 dicembre 1942 a 29 anni, per ordine di Hitler, insieme ad altre donne e uomini allo scopo di avviare lo smantellamento di un gruppo di resistenza, individuato con nome di <<Orchestra rossa>>. Ma esistette davvero o si trattò di un mito? Il libro cerca, attraverso la ricostruzione delle vite di Libertas e del marito Harro, di ricomporre e approfondire la verità sulla resistenza tedesca.  In appendice al libro il monologo "L'eterna primavera" ripercorre l'ultima ora di vita di Libertas.

L'autore Nicola Montenz, laureato in Letteratura greca e dottorato in Filologia classica, è diplomato in Organo e composizione organistica. Ha pubblicato altri libri sulla resistenza tedesca.

Nicola Montenz, L'eterna primavera. Libertas Schulze-Boysen e l'<<Orchestra rossa>>, Milano 2019 (Archinto Ed.)

Gedenkstätte Deutscher Widerstand, Berlin

Parteciparono, arruolati anche con la forza, alla liberazione della Francia dal Nazismo. Riprendiamo un documentato articolo di Cornelia I. Toegyes sul Quotidiano on line AfricaExpress.

//www.africa-express.info/2019/08/17/sbarco-in-provenza-1944-macron-conde-ouattara-onorano-i-soldati-africani-caduti/?lm=e758043f2d2a71658362cb5b0c6fb3c2&ls1=7cab0eeb96e8fa3fe52c6ce439f1c62b9dcc7e93&ls2=56fe2145acb541db53ac8b8f0aeb40c1230cc54bb426124a0cc52736075b1189

Un documento ritrovato. Ravenna, 14 gennaio 2002

Come dimenticare Francesco Saverio Borrelli? In realtà, in questi suoi ultimi anni di silenzio, non lo abbiamo mai dimenticato.

Furono le sue parole che ci misero in movimento, simultaneamente, a Ravenna  e in tanti altri luoghi, in Italia. Ricordo bene l’intensa emozione che ebbi  nell’ascoltare le parole con le quali concluse l’apertura dell’anno giudiziario a Milano, il 12 gennaio 2002. Resistere, resistere, resistere, come su una irrinunciabile linea del Piave. E i parlamentari di centro destra che lasciano il palazzo di Giustizia, cartina di tornasole. Le sue parole avevano colpito nel segno. Parole semplici e dirompenti, che mossero molte coscienze. Con il resistere, musica per orecchie antifasciste, come erano – e sono - le nostre. E per orecchie casomai meno radicali delle nostre ma colpite dal linguaggio risorgimentale e  patriottico una irrinunciabile linea del Piave. La patria è in pericolo.

Il mattino dopo, nella mia scuola, un gruppo di docenti si mosse. Un breve comunicato stampa di solidarietà, firmato in pochi minuti da decine di colleghi. La stampa ci aiuta. Nel giro di pochi giorni le decine diventano centinaia. Il Resto del Carlino ci dedica una locandina a grandi caratteri 750 le firme raccolte in pochi giorni. Arrivano firme da altre scuole, da cittadine e cittadini. Entusiasmo.  A Firenze, dopo poche settimane, il Laboratorio per la Democrazia indice un corteo a tamburo battente. Aspettavano  mille persone. Ne arrivano dodicimila. Comincia, in quasi tutte le città, la stagione dei girotondi. Anche a Ravenna. Entriamo in contatto con la sede ravennate dell’Associazione Nazionale Magistrati. Fondiamo il Comitato Emergenza Legalità, attivo poi per molti anni. Dopo il 2006 ci rinominammo, speranzosi, Comitato per la Legalità e la Democrazia. Portammo il tema legalità costituzionale in molte scuole, con la preziosa e continuativa collaborazione di Gherardo Colombo. Il 23 febbraio 2002, poco più di un mese dopo resistere, MicroMega convoca a Milano, al Palavobis, una manifestazione nazionale a sostegno della indipendenza della Magistratura. Organizziamo pulman da Ravenna, che si riempiono in poche ore. Si aspettavano, a Milano, diecimila persone, ne arrivano quarantamila. Per chi non riesce ad entrare, altoparlanti esterni. Un pomeriggio memorabile, indimenticabile. Passione civile altissima.  Per qualche anno ci siamo scherzosamente definiti quelli del Palavobis. Resistenti  ostinati. Questa mobilitazione sfociò poi, dopo quattro anni, nel movimento referendario che disse NO alla riforma costituzionale di Berlusconi.

Il seguito è altra storia.

Ho ritrovato il comunicato ravennate del 14 gennaio 2002. >>>

...continua a leggere "Nel ricordo di Francesco Saverio Borrelli"

"La storia dei Lager è stata scritta quasi esclusivamente da chi, come io stesso, non ne ha scandagliato il fondo. Chi lo ha fatto non è tornato, oppure la sua capacità di osservazione era paralizzata dalla sofferenza e dall’incomprensione"[I sommersi e i salvati, 1986].

L'articolo:   http://www.leparoleelecose.it/?p=35850#more-35850

Fonte: http://leparoleelecose.it