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Riprendiamo l'intervento di Davide Sassoli, Presidente del Parlamento europeo, ieri a Marzabotto in occasione del 75. anniversario della strage, pubblicato sul blog Fortebraccio. La storia va conosciuta e rispettata, non può essere piegata a contingenze contemporanee.

“Equiparazioni improprie minano la nostra identità”. Lo ha sottolineato ieri, dal palco delle celebrazioni per il 75° anniversario della strage di Marzabotto, il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli.

“Revisionismi superficiali o interessati a giustificare quello che non può essere giustificato, provocano la perdita della nostra identità”, ha spiegato Sassoli, oratore ufficiale della cerimonia, in un passaggio dedicato alla Risoluzione europea che equipara nazismo e comunismo, e non rendono giustizia, ad esempio, a quanti nelle formazioni partigiane comuniste e nel Partito comunista italiano hanno lottato insieme ad altri democratici per la nostra libertà, e hanno contribuito alla nascita della Repubblica. Invito i miei colleghi se vogliono vedere dove è nata l’Europa, a venire a Marzabotto”.

“Parafrasando Piero Calamandrei”, ha continuato, “li invito a leggere le date di nascita e di morte delle vittime, a guardare le foto sbiadite dei martiri, a pensare a come erano stati educati negli anni venti del ‘900 i loro assassini, a cosa si erano formati uomini che anche la fede non aveva reso immuni dall’orrore, e a chiedersi perché nella scala di questo Sacrario sono state evocate le città e i luoghi in cui quella disumanità si è espressa”.

“Raccolgo il loro invito e mi impegno, perché presto vi sia un confronto fra il Comune e il Comitato regionale per le vittime di Marzabotto con i gruppi parlamentari europeisti che hanno condiviso quella risoluzione”:
è quanto promesso da Sassoli, a proposito del richiamo a rivedere la risoluzione sulla memoria europea approvata nei giorni scorsi: “Bene ha fatto la signora sindaca e con lei il Comune di Marzabotto a richiamare tutti, anche le istituzioni europee, a evitare equivoci, alimentare revisionismi, pronunciare giudizi superficiali”.

Contro la risoluzione europea che equipara nazismo e comunismo si è espresso pure il parlamentare europeo ed ex medico di Lampeduca Pietro Bartolo. E fortemente contrari anche l’Anpi, l’Arci e la Cgil di Firenze.

Fortebraccio News

 

 

Riproponiamo un articolo pubblicato un anno fa sul globalist.it, che inizia con queste parole:

Oggi gli eredi del fascismo e del razzismo antisemita stanno rialzando la testa. Grazie a un vento xenofobo che spira da anni e - per quanto riguarda l’Italia - grazie a una destra che non ha mai accettato la Costituzione democratica e antifascista e nata dalla Resistenza e ai nuovi estremisti dei destra e ai loro alleati populisti che chiamano Cambiamento la marea nera razzista, omofobi, sessista e oscurantista che sta attraversando l’Italia. 

Quanto possiamo contribuire oggi, individualmente e nelle nostre comunità,  a difendere i nostri valori democratici ?  La conoscenza della storia, che diventa la nostra memoria, costituisce un primo fondamentale passo.

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«Quel settembre “era buono per i funghi”. Il padrone del caffè Cernaia imbottigliava il dolcetto arrivato da Dogliani; nella calzoleria Borello si preparavano gli zoccoli, per i giorni di fango e di neve. Le cose di sempre in un villaggio piemontese che non aveva capito la guerra e neppure la confusione, dopo la disfatta; vissuto per secoli nel suo quieto sogno di alberi, di fontane, di vicende e di commerci minimi; costretto ora a esprimere in poche ore, in una luce rossastra, tutta la capacità umana di soffrire». Quel villaggio, descritto così sul sito dell’Associazione partigiani (Anpi) di Lissone, è Boves nel settembre del 1943: un piccolo paese dell’Italia profonda........

Riprendiamo qui un articolo pubblicato sul blog pochestorie.corriere.it da Silvia Morosi e Paolo Rastelli 

http://pochestorie.corriere.it/2018/09/21/boves-1991943-la-prima-strage-nazista-in-italia/?fbclid=IwAR1pGVJSU7ru3tA6GGmnmGiMSqxI-MU_GybkMjKxPZ6s7TyeBVpLcM9cyNQ

Si può scegliere di leggere un libro su Israele e la Palestina alla ricerca di ulivi?  Se pensiamo all'ulivo come simbolo non solo di pace ma anche come un elemento di condivisione lungo tutte le terre toccate dal Mediterraneo, si.

Una riflessione di Ugo Fracassa dal blog Le parole e le cose sul libro "Viaggio in terra compromessa" (Mimesis 2019) di Chiara Basso Milanesi.

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La Sezione Anpi Berlino Brandeburgo ricorda Piero Scaramucci, fondatore di Radio Popolare, protagonista del Gruppo di Fiesole, per anni inviato Rai, autore di inchieste sulle stragi di Stato, anti-fascista sempre in prima linea contro censura e bavagli, in difesa della Costituzione.

Nato a Praga nel 1937, Scaramucci era entrato in Rai nel 1961. Nel 1976 aveva contribuito a fondare l'emittente, di cui è stato direttore dal 1992 al 2002.

Vedi Servizio  SKY 

Questo il ricordo di Paolo Serventi Longhi, ex direttore della Fnsi.

“Devo molto, dobbiamo molto a Piero Scaramucci noi giornalisti che riteniamo di avere una coscienza professionale, sociale e sindacale. Uomo e collega integerrimo, sempre gentile e signore vero. Impegnato nel movimento dei giornalisti democratici, nella Federazione della Stampa, alla Lombarda. Spesso all'opposizione ma decisivo in momenti fondamentali della vita deL nostro Sindacato. Ricordo alcune riunioni della sua cara componente di Nuova Informazione a casa sua e di Mimosa a Milano nel 1996 quando si trattava di tenere insieme una difficile maggioranza nella Fnsi e di darle una connotazione progressista. Dopo un po' di anni ci siamo rivisti, entrambi delegati, al congresso di Levico Terme nello scorso febbraio e fu curioso incontrarci alla stazione di Trento all'arrivo dei nostri rispettivi treni. Un abbraccio che non scorderò mai. Grazie Piero per la tua onestà intellettuale di uomo di sinistra mai fazioso, di giornalista dalla schiena d'acciaio, e grazie per averci fatto conoscere la tua umanita' . Un abbraccio a Mimosa, alle amiche e agli amici di Nuova Informazione e di Controcorrente Ai colleghi di Radio Popolare e della Rai. Ho perso un grande amico.”

25 APRILE 2019
Piero Scaramucci, in onda il discorso cancellato a Pavia
di Massimo Bacchetta
Giovedì 25 aprile 2019 ore 14:11

Non sempre togliere voce a chi non si vuol far parlare è così facile.
Per fortuna.
Piero Scaramucci, assurdamente escluso, in corsa, dalle celebrazioni ufficiali del 25 aprile a Pavia, alla fine ha parlato lo stesso.
Se non da un palco, da un microfono.
Il nostro.
E’ andato in onda nello stesso orario in cui era previsto il suo discorso in piazza, poi cancellato su decisione del Commissario Prefettizio per evitare “possibili polemiche”, questa sarebbe l’ultima spiegazione.
La gravità dell’esclusione resta, il silenzio no.
E’ il minimo.
Cos’è stata la Liberazione, cosa ha prodotto, cosa ha seminato, cosa è ancora da coltivare: Scaramucci ha pronunciato sulle frequenze di Radio Popolare il discorso che avrebbe pronunciato dal palco.
Potete risentirlo qui:
Radio Popolare 

 

Le parole del sindaco di Milano Giuseppe Sala

"Oggi ci ha lasciato Piero Scaramucci, giornalista Rai ed ex direttore di Radio Popolare. Ha raccontato gli anni più caldi del nostro Paese con devozione nei confronti della verità e con straordinaria competenza. Milano lo ricorda con affetto". Con queste parole il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha ricordato il giornalista su Twitter. ( Fonte Sky )

Il ricordo del presidente dell'Anpi di Milano Roberto Cenati

Tra i primi a ricordare il giornalista, vicepresidente della sezione Anpi Almo Colombo, il presidente dell'Anpi provinciale di Milano Roberto Cenati. "Sono sempre state per noi fondamentali le sue analisi, approfondite, stimolanti e mai banali sulla situazione politica, economica e sociale del nostro Paese - sottolinea Cenati -. Ci siamo visti l'ultima volta lo scorso 10 agosto, in piazzale Loreto, nella ricorrenza del 75° anniversario dell'eccidio dei 15 Martiri e ci siamo ripromessi di riprendere con slancio l'iniziativa della nostra Associazione per contrastare il risorgere dei movimenti neofascisti e il crescente clima di odio e di intolleranza che sta investendo il nostro Paese". "Ricorderemo sempre Piero con commozione ed affetto. Alla moglie Mimosa, alla figlia Marianna, ai familiari esprimiamo l'affettuosa vicinanza di tutta l'Anpi", conclude Cenati. (Fonte Sky )

Il cordoglio di di Fnsi e Alg

"Ci ha lasciato Piero Scaramucci, fondatore di Radio Popolare, protagonista del Gruppo di Fiesole, per anni inviato Rai, autore di inchieste sulle stragi di Stato, anti-fascista sempre in prima linea contro censura e bavagli, in difesa della Costituzione". Lo sottolineano Fnsi e Alg. "Sino alla fine impegnato nel sindacato - prosegue la nota -, aveva partecipato anche all'ultimo Congresso nazionale della Stampa italiana come delegato della Lombardia eletto nelle liste di Nuova Informazione, che aveva contribuito a fondare, e anche in quella occasione aveva portato il suo spirito libero, critico, ironico, che ha segnato la sua vita professionale, sindacale e privata. La Federazione nazionale della Stampa italiana e l'Associazione Lombarda dei Giornalisti si stringono attorno ai familiari in un affettuoso abbraccio". ( Fonte Sky)

 

Proponiamo un articolo di Ilaria Romeo pubblicato dal blog  Fortebraccio, con le testimonianze di Bruno Trentin e di Luciano Lama.

"Il 1943 è nella seconda guerra mondiale l’anno della svolta. In Italia gli scioperi del marzo precedente, il bombardamento di Roma e la caduta del fascismo fanno precipitare la situazione. La guerra è persa su ogni fronte, il governo si arrende e il 3 settembre viene stipulato l’armistizio con gli Alleati (verrà divulgato il successivo 8 settembre)"........

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Proponiamo un articolo di Ilaria Romeo, responsabile dell'Archivio storico della CGIL,  pubblicato oggi sul blog Fortebraccio, convinti che conoscenza e memoria di fatti e di processi storici così gravi, costituiscano uno strumento essenziale per la difesa quotidiana, anche attraverso piccoli gesti, della democrazia e della cultura antirazzista.

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I titoli sulla prima pagina del quotidiano La Stampa di Torino (foto tratta dall'articolo di Fortebraccio)

Un documentario di ARTE, sull'evento che ha dato inizio, 80 anni fa, a una guerra che da prodotto atrocità, distruzione e 60 milioni di morti.

Accedi al link (disponibile fino al 30 novembre 2019):

https://www.arte.tv/it/videos/089067-000-A/polonia-1939-l-inizio-della-seconda-guerra-mondiale/?fbclid=IwAR2qbRi1YO3YiBmByChErGcFM-J37MchgWBj_L5O8lhijvDdMS23SVpvk8o

"Il 13 maggio 1939 il transatlantico St. Louis salpa da Amburgo, in Germania. A bordo ci sono vi sono 937 persone, per la maggior parte ebrei tedeschi in fuga dalle persecuzioni naziste che in quegli anni stavano iniziando a colpire l’Europa...."

Riprendiamo qui la storia di una odissea che oggi ci deve far riflettere, raccontata da Silvia Morosi e Paolo Rastelli sul Blog  pochestorie.corriere.it

L'articolo:  La nave dei rifugiati ebrei rifiutata dagli USA

 

 

 Appuntamento il  28 agosto 2019 a Berlino ore 16 al Gedenkstätte deutscher Widerstand, Stauffenbergstraße 13/14 per un incontro con l'autore Nicola Montenz, moderato da  Hans Coppi. L'iniziativa è sostenuta da VVN-BdA e da Anpi Berlino Brandeburgo. 

Il libro racconta la storia di Libertas Schulze-Boysen decapitata il 22 dicembre 1942 a 29 anni, per ordine di Hitler, insieme ad altre donne e uomini allo scopo di avviare lo smantellamento di un gruppo di resistenza, individuato con nome di <<Orchestra rossa>>. Ma esistette davvero o si trattò di un mito? Il libro cerca, attraverso la ricostruzione delle vite di Libertas e del marito Harro, di ricomporre e approfondire la verità sulla resistenza tedesca.  In appendice al libro il monologo "L'eterna primavera" ripercorre l'ultima ora di vita di Libertas.

L'autore Nicola Montenz, laureato in Letteratura greca e dottorato in Filologia classica, è diplomato in Organo e composizione organistica. Ha pubblicato altri libri sulla resistenza tedesca.

Nicola Montenz, L'eterna primavera. Libertas Schulze-Boysen e l'<<Orchestra rossa>>, Milano 2019 (Archinto Ed.)

Gedenkstätte Deutscher Widerstand, Berlin