Vai al contenuto

Un approfondito reportage di Nello Scavo, inviato del quotidiano  Avvenire  sull'inchiesta della Procura di Agrigento sulla vicenda della nave "Sea Watch", nel quale si analizza, in particolare, il profilo del mancato rispetto delle Convenzioni internazionali in materia di diritti umanitari, cui l’Italia ha aderito» e che costituiscono  «un limite alla potestà legislativa dello Stato  ai sensi degli articoli 10, 11 e 117 della Costituzione>>

L'articolo (22 agosto 2019):

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/migranti-le-accuse-a-salvini-indaginefbclid=IwAR3atoi5lUrd0iuBFbIoSbHIkS3yQI2l5riysqYHS_EfvAOSIKO0A6NXVe0

  1. La SEZIONE ANPI BERLINO BRANDEBURGO aderisce alla Manifestazione Nazionale "Für die Rechte von Geflücheteten"  (Per i diritti dei rifugiati)  indetta da numerose associazioni (Seebruecke Berlin, Ärzte ohne Grenzen, Pro Asyl, Jugend Rettet, Sea Watch, Seebruecke-Schafft. Sichere Haefen)  il 6 luglio 2019 a Berlino  (Appuntamento alle ore 14 al Bundeskanzleramt  Otto von Bismark Straße - 10557 Berlin) per sfilare con la bandiera dell'ANPI.

COMUNICATO

Dopo la lodevole operazione di salvataggio dei naufraghi nel Mediterraneo da parte della Sea Watch abbiamo dovuto assistere con disgusto alle manifestazioni di volgarità, arroganza, impotenza e xenofobia che il governo italiano ha esibito senza vergogna, tentando maldestramente di subordinare al recente Decreto Sicurezza bis i principi stabiliti dalla Costituzione Italiana e dalle Convenzioni Internazionali sui salvataggi in mare. Tutto ciò al fine di aizzare l'opinione pubblica contro i valori della solidarietà umana e contro chi li pratica.

La questione migratoria, nella narrativa di Governo, non c’entra nulla. A dimostrazione di ciò il fatto che, mentre veniva impedito alla Sea Watch di far sbarcare i 42 migranti salvati in mare, altre navi non ONG potevano far sbarcare a Lampedusa circa duecento migranti senza clamore mediatico.

Le ONG impegnate a fronteggiare l’emergenza umanitaria nel Mediterraneo sono descritte dal Ministro degli Interni come entità criminali che minano la sovranità nazionale. Tale narrativa serve al Ministro dell'Interno al fine di creare consenso politico per chi, come la sua parte politica, utilizzando violenza e discriminazione, si autoproclama protettore della società italiana e dei suoi valori.

La storia ha già visto queste logiche e l’Europa tutta ne ha già pagato il prezzo.

L’ANPI Berlino Brandeburgo non si ritrova in tali manifestazioni del Governo, né nei suoi peggiori epigoni, in primis il Ministro dell'Interno che, pur avendo giurato fedeltà alla Costituzione Repubblicana italiana, la calpesta quotidianamente violandone gravemente i principi fondamentali, a partire dall'antirazzismo e dal rispetto della vita umana.

In questo contesto l’Europa tutta è chiamata a rispondere alla complessità della questione migratoria. E, per una migliore gestione dell’emergenza umanitaria nel Mediterraneo, in primo luogo deve essere modificata la Convenzione di Dublino, al fine di raggiungere un equo impegno europeo nella gestione della crisi. Ciò limiterebbe la dilagante degenerazione xenofoba e nazionalistica a cui assistiamo a livello europeo.

Noi siamo con la Capitana Carola Rackete, con i migranti e con i paesi europei che li hanno accolti e che hanno mostrato un’attenzione ai diritti umani che il Governo Italiano ignora ma che gran parte degli italiani ha a cuore, come hanno mostrato le numerose manifestazioni di questi giorni.

Noi siamo contro la barbarie ed è per questa ragione che  ADERIAMO alla Manifestazione Nazionale FÜR DIE RECHTE von GEFLÜCHTETEN  per sostenere CAROLA RACKETE

e invitiamo chiunque si ritrovi negli ideali della resistenza antifascista dell’ANPI a partecipare dietro alla nostra bandiera.

Appuntamento a Berlino, 6 luglio 2019 Bundeskanzleramt Otto von Bismark Straße 10557 Berlin ...continua a leggere "ANPI Berlino Brandeburgo aderisce alla Manifestazione Nazionale ” Für die Rechte von Geflücheteten”. Appuntamento a Berlino 6 luglio 2019 ore 14"

3 Luglio 2019

FONTE OPEN , IL GIORNALE ON LINE FONDATO DA MENTANA 

 

 

Germania e Francia bacchettano il governo italiano sul modo in cui è stata gestita la vicenda della Ong

Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha criticato l’arresto della comandante della Sea Watch Carola Rackete: «Può darsi che ci sia una legislazione italiana su quando una nave può entrare in porto e quando no, e può anche essere che ci siano reati amministrativi o reati penali».

«Tuttavia – ha chiarito Steinmeier alla Zdf – l’Italia non è uno Stato qualsiasi, è al centro dell’Ue, è uno Stato fondatore dell’Ue. Ed è per questo che ci aspettiamo che affronti un caso del genere in modo diverso. Coloro che salvano vite umane non possono essere criminali».

L'ARTICOLO SEGUE SU OPEN.ONLINE

 

FONTE ILMANIFESTO 

Raffaele K. Salinari

Chi va “arrestato”, cioè contenuto culturalmente e politicamente, è in queste ore il ministro degli Interni, il Capitano che ha voluto, a bella posta, spettacolarizzare l’arresto giudiziario della Capitana della Sea Watch 3.

Un gesto che diventa la metafora, dal greco meta-foreo, portare oltre, della situazione verso la quale il pensiero sovranista e xenofobo vorrebbe far transitare ciò che resta della democrazia repubblicana, del rispetto di norme da tempo codificate nel Diritto Internazionale dei Diritti Umani.

Il profetico Guy Debord, già nei lontani anni ’50 del secolo scorso, ammoniva che: «Tutta la vita delle società in cui regnano le moderne condizioni di produzione si presenta come un’immensa accumulazione di spettacoli. Tutto ciò che era direttamente vissuto si è allontanato in una rappresentazione. Le immagini che si sono distaccate da ciascun aspetto della vita si fondono in un corso comune, dove l’unità della vita non può più essere ristabilita». ...continua a leggere "Da arrestare è il ministro Salvini"

 

FONTE HUFFPOST 

Il Blog di Lucia Annunziata 

Un vicepremier tracotante si appella, in difesa del paese, a leggi che è lui il primo a violare. In politica si può sopportare molto, ma non un pagliaccio come leader

Qualcuno metta fine a questa pagliacciata. Chi l’ha messa in piedi, nella sua ultima impersonificazione a fini mediatici, quella del peronista abbronzato e descamisado, ha decisamente varcato il senso del ridicolo: questo vicepremier che ha già tutta la tracotanza del premier, si appella, in difesa del paese, a leggi che è lui il primo a violare.

Il Matteo Salvini che ha violato la più importante delle leggi del mare, il dovere di soccorso, accusa la capitana di una nave di violare le leggi internazionali perché invece ha soccorso - e dunque non ha violato quella legge. A che titolo etico indossa dunque i panni dell’accusatore?

Il Matteo Salvini che è stato salvato dal Parlamento amico e dai suoi soci al Governo, il Movimento 5 stelle, dal processo per sequestro di persone, nel caso della nave Diciotti, vuole mettere sotto processo il capitano di una nave che ha portato in salvo delle persone. Con quale credibilità legale parla?

Il Matteo Salvini che in questo momento sfida le leggi europee sulla immigrazione, in nome del fatto che sono ingiuste; il Matteo Salvini che in questo momento sfida i parametri europei sulla manovra economica, in quanto ingiusti, chiede di processare la capitana della Sea Watch perché anche lei sfida leggi che considera ingiuste. Sulla base di questo ragionare, Salvini si presenterà infine anche lui in un tribunale?

Il Matteo Salvini accusa Carola Rackete di violare una legge, che è quella appena presentata da lui stesso, il Decreto sicurezza bis, che, seppur vigente, deve essere ancora convertito in Parlamento.

Alla fine ha almeno vinto, il nostro Matteo Salvini? Nemmeno questo.

Se l’intera partita aveva a che fare col non far sbarcare i migranti, sono sbarcati.

Se la partita era coinvolgere l’Europa sulle relocation, Salvini non ha portato a casa risultati.

Se infine la partita era il duello a chi è più “tosto”, fra una donna giovane che lavora nelle disprezzate Ong e il più vigoroso maschio della compagine governativa, ha vinto lei per coraggio perché è entrata per mettere in sicurezza delle vite, ben sapendo che sarebbe stata fermata e processata. A differenza, ripetiamo, del Salvini che per sfuggire al processo sulla Diciotti si è nascosto, in assenza di gonne, dietro gli abiti ministeriali dei suoi colleghi 5 Stelle.

Qualcuno abbia il sussulto, nel Governo, di fermare Salvini, per la sua stessa dignità. E per la reputazione dell’Italia. Si può sopportare, infatti, molto in politica, ma non un pagliaccio come leader.

Liberate immediatamente Carola Rackete. #FreeCarola

Media e politica in questi giorni hanno puntato un faro sui 42 migranti a bordo della Sea Watch 3, ma nel frattempo quasi mille migranti sono arrivati indisturbati in Italia

di Valentina Furlanetto

Mentre lo stolto guarda la Sea Watch , il saggio osserva i numeri. Media e politica in questi giorni hanno puntato un faro sui 42 migranti a bordo della Sea Watch 3 , ma nel frattempo quasi mille migranti sono arrivati indisturbati in Italia.
I numeri parlano chiaro. Soltanto nella giornata di mercoledì 26 giugno sono arrivate 50 persone via mare: 47 migranti iracheni, pachistani e curdi sono stati soccorsi ed assistiti dopo che l’imbarcazione sulla quale viaggiavano, un veliero monoalbero di 16 metri, si è incagliato lungo una spiaggia tra i territori dei Comuni di Crotone ed Isola Capo Rizzuto. I migranti sono 31 uomini, otto donne e otto minori. Mentre questo accadeva in Calabria a Lampedusa una piccola imbarcazione con a bordo otto migranti tunisini arrivava sotto costa.

L'Articolo prosegue alla Fonte ILSOLE24ORE 

 

 

 

Fonte IlSole 24 ore

29 Giugno 2019