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L'Italienzentrum della Freie Universität di Berlino, in collaborazione con ANPI Berlino Brandeburgo e il Comune di Mühlenbecker Land, ha organizzato un incontro sul tema della "Inclusione dei rifugiati nei comuni italiani e tedeschi. Gli esempi di Riace e Mühlenbecker Land. L'appuntamento è Lunedì 25 novembre 2019, ore 18.

Profilo dell’incontro “Inclusione dei migranti nelle comunità italiane e tedesche – Gli esempi di Riace e Mühlenbecker Land”.
Negli ultimi decenni, i flussi migratori da paesi extraeuropei verso gli stati dell’Unione Europea si sono gradualmente incrementati. Nel caso della Germania, si pensa soprattutto alle persone che dal 2015 sono fuggite dalle guerre e dal terrore in Siria e Afghanistan. L’Italia, per la sua posizione centrale all’interno del bacino mediterraneo, rappresenta fin dagli anni ’90 il primo paese di approdo di numerose rotte migratorie. ...continua a leggere "“Inclusione dei rifugiati nei comuni italiani e tedeschi. Gli esempi di Riace e Mühlenbecker Land.”"

Il Comitato Undici Giugno (Milano) si è assunto il meritevole compito di seguire le udienze del processo penale in corso a Locri contro Domenico Lucano e altre persone, analizzandone anche le implicazioni politiche e amministrative relative alla grande questione dell'accoglienza, che ha visto Riace protagonista di una esperienza fondamentale e innovativa a favore dei diritti delle persone, al centro di una delle questioni più importanti e discusse per la cultura dei popoli.

Qui riprendiamo il resoconto delle udienze e le relative considerazioni di carattere generale, pubblicato su www.pressenza.com del 29 settembre 2019 .

 

Vai all'articolo di Giovanna Procacci

 

Un approfondito reportage di Nello Scavo, inviato del quotidiano  Avvenire  sull'inchiesta della Procura di Agrigento sulla vicenda della nave "Sea Watch", nel quale si analizza, in particolare, il profilo del mancato rispetto delle Convenzioni internazionali in materia di diritti umanitari, cui l’Italia ha aderito» e che costituiscono  «un limite alla potestà legislativa dello Stato  ai sensi degli articoli 10, 11 e 117 della Costituzione>>

L'articolo (22 agosto 2019):

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/migranti-le-accuse-a-salvini-indaginefbclid=IwAR3atoi5lUrd0iuBFbIoSbHIkS3yQI2l5riysqYHS_EfvAOSIKO0A6NXVe0

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ll.mo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,

ci appelliamo alla Sua conclamata sensibilità ed al Suo rispetto per i valori umani e per la dignità della persona e chiediamo il Suo urgente intervento in relazione alla nota vicenda politica e giudiziaria riguardante Domenico Lucano, Sindaco del Comune di Riace (RC) per tre mandati consecutivi, vicenda a Lei certamente nota.

Dal 4 ottobre 2018, a seguito della richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri (RC), Domenico Lucano è stato sottoposto a misure cautelari restrittive della libertà personale, ovvero agli arresti domiciliari prima ed al divieto di dimora nel comune di Riace (RC) poi, misura quest'ultima ancora efficace.

Le ragioni dell'applicazione delle citate misure cautelari nei confronti di Domenico Lucano, accusato di essersi adoperato per favorire l'immigrazione clandestina attraverso la celebrazione di matrimoni fittizi (circostanza, peraltro, mai verificatasi) oltre che di aver proceduto ad affidamento diretto del servizio di raccolta di rifiuti a cooperative sociali (circostanza, nel caso di specie, ammessa dalla legge), venivano ricondotte al rischio di reiterazione dei reati contestati e di inquinamento probatorio in considerazione della carica di Sindaco che Domenico Lucano ha rivestito nel Comune di Riace fino allo scorso 26 maggio, data in cui i cittadini di Riace hanno eletto una nuova amministrazione comunale nella quale Domenico Lucano non ricopre alcuna carica pubblica, né amministrativa né politica.

Chiaro ed evidente risulta che oggi non vi è alcun motivo per ritenere che siano concrete ed attuali le motivazioni che hanno condotto all'applicazione delle citate misure cautelari.

A tutto quanto sopra si aggiunga che è pendente dinnanzi al Tribunale di Locri (RC) un processo a carico, tra gli altri, di Domenico Lucano, in cui verrà accertata la fondatezza delle accuse e rispetto al quale lo stesso ha sempre dichiarato piena fiducia nella magistratura.

Si aggiunga altresì che lo scorso mese di marzo 2019, a seguito del ricorso presentato dagli avvocati difensori di Lucano, si è pronunciata la Suprema  Corte di Cassazione che - in buona sostanza - ha ritenuto insussistenti le ragioni che hanno portato all'applicazione della misura restrittiva della libertà personale.

Alla luce di quanto sopra, ed in particolare della cessazione di ogni carica, di fatto, Domenico Lucano, cittadino incensurato, né, prima d'ora, neppure indagato per alcun tipo di reato, risulta oggetto di un esilio politico non giustificato da alcuna ragione giuridica.

Atteso che in questi giorni, l'anziano padre di Domenico Lucano, Roberto, 93enne, sta trascorrendo quelli che potrebbero essere i suoi ultimi giorni di vita visto il notevole aggravamentodella propria situazione di salute (affetto da una grave forma di leucemia è stato colpito anche da un infartonella propria abitazione di Riace, ove il figlio, Domenico, non può recarsi neanche per una breve visita.

In considerazione di tutto quanto sopra ci appelliamo alla Sua sensibilità ed ad un gesto umanitario, per dare la possibilità a Domenico Lucano ed al padre di potersi salutare con serenità dentro le mura della loro casa.
A tal fine chiediamo il Suo intervento affinché, con qualunque strumento a Sua disposizione e considerata la Sua posizione di Garante dei diritti costituzionali, si consenta a Domenico Lucano di poter tornare nel comune di Riace a far visita ed assistere il proprio anziano padre.
Confidando in un sollecito ed urgente riscontro e ringraziando per l'attenzione, si inviano

Distinti saluti.
Comitato Undici Giugno

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Un resoconto del processo a "Riace", che è anche una riflessione attenta sulle ragioni del processo stesso....
Si chiedono le autrici: ".... tener conto della vulnerabilità delle persone e quindi dei tempi loro necessari per riconquistare un’autonomia di esistenza è un dovere di umanità, o un reato? Non potrebbe essere questo il cuore di una politica migratoria diversa, che rispetti i diritti umani e il dettato costituzionale? E’ in questo senso che nel processo a Lucano crediamo siano in gioco le nostre libertà."
Grazie alle autrici Donatella Murolo Latella, Giovanna Procacci, Marcella Stagno del Comitato Undici Giugno (FB)

Fonte: www.pressenza.com

L'Articolo

Che cosa succede al processo contro Mimmo Lucano? Le due udienze di luglio

Fonte Repubblica.it

 

L'ex sindaco è a processo insieme a 25 collaboratori, accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e irregolarità di gestione nel modello del paese. Nella dichiarazione spontanea afferma: "Mi si accusa di aver accolto donne e bambini, cosa che per lungo tempo era gradita al Viminale e alla prefettura"

di ALESSIA CANDITO

“Se quello di cui mi si accusa è di aver dato casa a disperati e agli ultimi del mondo, io lo rifarei”. Parla per la prima volta di fronte al Tribunale che lo dovrà giudicare Mimmo Lucano. Portato a processo insieme a 25 collaboratori dal pm Michele Permunian della procura di Locri, convinto che dietro il “modello Riace” si nasconda un’associazione criminale, l’ex sindaco del borgo della Locride non ha voluto attendere il momento del suo esame. Non ce l’ha fatta. Da mesi, spera e chiede di avere la possibilità di raccontare la sua verità ad un giudice terzo, di raccontare Riace per come è stata costruita e vissuta. E oggi, accogliendo la richiesta dei legali di Lucano, il collegio presieduto da Fulvio Accurso glielo ha concesso.

Oltre 70 minuti di monologo, una ricostruzione lucida, accorata, mai astiosa nei confronti della procura, ma schietta. Nell’aula del tribunale di Locri in cui si celebra il processo che lo vede imputato, Mimmo Lucano ha raccontato la sua verità.
È partito da lontano, da quel veliero carico di rifugiati curdi arrivati sulla spiaggia di Riace che ha fatto nascere l’idea di accoglienza come soluzione ai problemi di tutti, di chi cerca casa e di chi vive un territorio che si spopola. “Un percorso dettato da un ideale politico - specifica Lucano -senza alcuna premeditazione”. All’inizio, ricorda, “ci ha aiutato solo la Croce Rossa”. L’idea di recuperare le case abbandonate del borgo “è stata naturale, logica”. Così come quella di dare una mano a chi avesse bisogno, “una questione di umanità”.

Nel tempo però quel modello – e Lucano ne è cosciente – quella “soluzione normale” è diventata un modello internazionale perché “il messaggio che abbiamo trasmesso al mondo è stato di umanità e una soluzione concreta alla grande questione dell’immigrazione, senza far nascere odi, senza far nascere rancori”.

E quella strada – ricorda Lucano - per lungo tempo è stata gradita al Viminale e al suo ufficio territoriale, la prefettura. “Quando c’erano gli sbarchi e bisogna trovare una soluzione anche per donne e bambini, proprio perché a Riace c’era un sistema organizzato, anche con case a disposizione, erano loro a chiedermi di accogliere” ci tiene a sottolineare l’ex sindaco. “Io ho assecondato le loro richieste perché quella gente aveva bisogno. Ho detto sempre sì, anche perché vedevo che Riace stava crescendo. Anche esteticamente, diventava più bella, più viva”. All'epoca, dice con un sorriso amaro, "una delle funzionarie della prefettura di Reggio mi chiamava addirittura ‘San Lucano’. E adesso vengo accusato per quello che mi è stato chiesto dalla prefettura e dal ministero dell’Interno?”.

E su quelle contestazioni che gli vengono mosse, Lucano ne ha da dire. L’ex sindaco rivendica tutto quello che ha fatto, la correttezza del suo operato, ma soprattutto – ci tiene a sottolineare “quello che c'è stato a Riace non è mai stato dettato dall’interesse, è sempre stata solo una missione politica e umana”. Nel borgo in quegli anni – racconta in aula – “ho visto persone con i segni delle torture, persone che venivano dall’esilio, vittime di un mondo ingiusto. È facile dire “mandali via” quando sono numeri sulla carta, ma quando hai i bambini a scuola, come fai a chiuderla?”.

E si indigna e quasi si commuove Lucano quando ricorda Becky Moses, 26enne nigeriana cui era stata negata la richiesta d'asilo e per questo andata via da Riace. "È morta bruciata nel ghetto di San Ferdinando, dove si viveva senza luce, senza acqua, dove per scaldarsi si può solo accendere un fuoco. Accanto al suo corpo hanno trovato una carta d’identità firmata da me e io sono fiero di averlo fatto" tuona l'ex sindaco. Lucano non ce l’ha con la procura. “Se credono che io abbia commesso dei reati è giusto che mi processino. Ma io – dice convinto - per aiutare gli ultimi rifarei tutto”.

 

 

 

 

 

di Chiara Saraceno

Fonte: Newsletter Il Mulino

“Non esiste che un Paese come il nostro si faccia dettare le scelte in materia di immigrazione da una Ong pagata da chissà chi per fare chissà cosa”, ha dichiarato il ministro dell’Interno italiano a proposito della Sea Watch 3. Aggiungendo che, per quanto lo riguarda, quella nave e i disperati che ospita possono rimanere al largo di Lampedusa “fino a Natale o Capodanno”, perché non sono un problema suo. Se ne deduce che l’Italia può farsi dettare le scelte in materia di immigrazione dai trafficanti di esseri umani abbastanza furbi da portare la loro “merce” fino ai confini delle acque territoriali e lì abbandonarli, perché vengano soccorsi dalla marina italiana. Se invece chi li trasporta, dopo averli soccorsi, è una Ong che non ci guadagna nulla, anzi ci mette del suo, salvo rischiare arresti e sequestro da parte delle autorità italiane, allora non va bene, anche se la sua richiesta di approdo in Italia (e di rifiuto di riportare il suo carico in Libia) corrisponde alla lettera alle regole internazionali che definiscono i porti sicuri e insicuri.

...continua a leggere "La Sea Watch 3 e l’escalation antiumanitaria"

FONTE   ILMANIFESTO.IT

Migranti. Parla il medico di Lampedusa eletto al Parlamento Ue con una valanga di preferenze

 

 

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha deciso di non chiedere alle autorità italiane di far sbarcare le 42 persone a bordo della Sea Watch 3. Non sussisterebbero le condizioni d’urgenza. Che ne pensa?

Allora aspettiamo che invecchino insieme all’equipaggio vagando per il mare. È incredibile che anche la Corte di Strasburgo possa rispondere in questo modo. Una soluzione si deve trovare. Anche se oggi non sono in pericolo di vita, queste persone si trovano in condizioni psicologiche disastrose. Se qualcuno dovesse compiere un atto disperato chi lo avrà sulla coscienza? Salvini, la Corte, l’Europa o io stesso? Forse sarei dovuto andare a prenderli con la mia barca e fare in modo che arrestassero me.

Intanto gli sbarchi a Lampedusa continuano. Perché Salvini si impunta contro le persone a bordo della Sea Watch?

Salvini si è impuntato contro le Ong, la Diciotti e la Mare Jonio perché deve fare propaganda, dire a tutti che non si scende. Invece nel frattempo le persone continuano ad arrivare. Nessuno lo dice e non se ne deve parlare perché lui deve fare questa farsa. Stiamo parlando di 42 persone che sicuramente non mettono a rischio la sicurezza del nostro paese. È veramente ridicolo. Così si mette in dubbio anche la capacità delle nostre forze dell’ordine e dell’intelligence, che riescono immediatamente a capire se si tratta di terroristi o gente indesiderata. Quelli a bordo sono poveri disgraziati che scappano dalla guerra, dalle violenze, dalle torture, dalle carceri libiche dove qualcuno vorrebbe riportarli. Tutto questo è inaccettabile.

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE IL MANIFESTO.IT

FONTE  NIGRIZIA

Autore : Alex Zanotelli  

Ha preso il volo proprio da Riace, lo scorso maggio, la fondazione “È stato il vento” che intende rilanciare l’esperienza del comune della Locride, modello di accoglienza dei migranti. Gli ultimi 7-8 mesi sono stati davvero difficili in particolare per Mimmo Lucano, non tanto per l’iniziativa giudiziaria della Procura di Locri a carico dell’ex sindaco di Riace e ideatore del modello (l’inchiesta sul comune di Riace si è chiusa e si andrà a processo: l’accusa afferma che Lucano è il promotore di un’associazione a delinquere… ), quanto per il fatto che ha subito gli arresti domiciliari e poi il divieto di dimora a Riace. E intanto tutto quello che aveva costruito stava andando in pezzi. ...continua a leggere "RIACE RIPARTE. UN BUON VENTO LA SOSTIENE"

Un reportage approfondito, con molte interviste, racconta la storia di accoglienza di Riace e la vicenda del suo sindaco Domenico Lucano

(di Aureliana Sorrento, giornalista calabrese, berlinese dal 1999)

La trasmissione:  http://www.deutschlandfunkkultur.de/ein-integrationsmodell-wird-abgewickelt-riace-im-visier-der.3720.de.html?dram:article_id=446673