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Media e politica in questi giorni hanno puntato un faro sui 42 migranti a bordo della Sea Watch 3, ma nel frattempo quasi mille migranti sono arrivati indisturbati in Italia

di Valentina Furlanetto

Mentre lo stolto guarda la Sea Watch , il saggio osserva i numeri. Media e politica in questi giorni hanno puntato un faro sui 42 migranti a bordo della Sea Watch 3 , ma nel frattempo quasi mille migranti sono arrivati indisturbati in Italia.
I numeri parlano chiaro. Soltanto nella giornata di mercoledì 26 giugno sono arrivate 50 persone via mare: 47 migranti iracheni, pachistani e curdi sono stati soccorsi ed assistiti dopo che l’imbarcazione sulla quale viaggiavano, un veliero monoalbero di 16 metri, si è incagliato lungo una spiaggia tra i territori dei Comuni di Crotone ed Isola Capo Rizzuto. I migranti sono 31 uomini, otto donne e otto minori. Mentre questo accadeva in Calabria a Lampedusa una piccola imbarcazione con a bordo otto migranti tunisini arrivava sotto costa.

L'Articolo prosegue alla Fonte ILSOLE24ORE 

 

 

 

Fonte IlSole 24 ore

29 Giugno 2019

di Chiara Saraceno

Fonte: Newsletter Il Mulino

“Non esiste che un Paese come il nostro si faccia dettare le scelte in materia di immigrazione da una Ong pagata da chissà chi per fare chissà cosa”, ha dichiarato il ministro dell’Interno italiano a proposito della Sea Watch 3. Aggiungendo che, per quanto lo riguarda, quella nave e i disperati che ospita possono rimanere al largo di Lampedusa “fino a Natale o Capodanno”, perché non sono un problema suo. Se ne deduce che l’Italia può farsi dettare le scelte in materia di immigrazione dai trafficanti di esseri umani abbastanza furbi da portare la loro “merce” fino ai confini delle acque territoriali e lì abbandonarli, perché vengano soccorsi dalla marina italiana. Se invece chi li trasporta, dopo averli soccorsi, è una Ong che non ci guadagna nulla, anzi ci mette del suo, salvo rischiare arresti e sequestro da parte delle autorità italiane, allora non va bene, anche se la sua richiesta di approdo in Italia (e di rifiuto di riportare il suo carico in Libia) corrisponde alla lettera alle regole internazionali che definiscono i porti sicuri e insicuri.

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27 Giugno 2019

FONTE UNIVERSITACATTOLICA

Il parere giuridico della professoressa Francesca De Vittor sulla vicenda della nave della Ong che non ha rispettato il divieto di fare rotta su Lampedusa. «La comandante non ha fatto altro che rispettare un obbligo imposto dal diritto internazionale»

di Francesca De Vittor *

La comandante della nave Sea Watch 3, Carola Rackete, ha deciso di non rispettare il divieto di ingresso nel mare territoriale italiano e portare finalmente i migranti soccorsi il 12 giugno scorso verso un porto sicuro per lo sbarco. Nonostante la si accusi ora di aver violato le leggi dello Stato italiano, e in particolare il divieto di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina previsto dall’art. 12 del d.lgs. 186/1998 e il divieto di ingresso imposto dal Ministro dell’Interno sul fondamento del DL 53/2019, c.d. sicurezza-bis, la comandante Rackete, fin dall’inizio dei soccorsi, non ha fatto altro che rispettare un obbligo imposto dal diritto internazionale e dalle leggi sia italiane sia del suo stato di bandiera. Ciò che in tutta questa vicenda appare invece manifestamente illegittimo, sia dal punto di vista del diritto costituzionale italiano sia del diritto internazionale è proprio il c.d. decreto sicurezza bis.

...continua a leggere "Sea Watch 3: la lezione di diritto di Carola"

Carola Rackete, tedesca 31enne, è la capitana della Sea Watch 3, la nave ong battente bandiera olandese rimasta ferma per due settimane davanti a Lampedusa, fuori dalle acque italiane, con 42 migranti fuggiti dalle carceri libiche a bordo.

"Forzo il blocco ed entro a Lampedusa, non ho altra scelta" ha detto Carola, dopo che la Corte europea di Strasburgo ha rigettato il ricorso della ong.

Carola collabora con la Sea-Watch dal 2016. In passato ha lavorato con la British Antartic Survey, è stata al timone di una nave a spaccare il ghiaccio del Polo Nord e secondo ufficiale sia della Ocean Diamond che della Aretic Sunrise di Greenpeace.

FONTE   ILMANIFESTO.IT

Migranti. Parla il medico di Lampedusa eletto al Parlamento Ue con una valanga di preferenze

 

 

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha deciso di non chiedere alle autorità italiane di far sbarcare le 42 persone a bordo della Sea Watch 3. Non sussisterebbero le condizioni d’urgenza. Che ne pensa?

Allora aspettiamo che invecchino insieme all’equipaggio vagando per il mare. È incredibile che anche la Corte di Strasburgo possa rispondere in questo modo. Una soluzione si deve trovare. Anche se oggi non sono in pericolo di vita, queste persone si trovano in condizioni psicologiche disastrose. Se qualcuno dovesse compiere un atto disperato chi lo avrà sulla coscienza? Salvini, la Corte, l’Europa o io stesso? Forse sarei dovuto andare a prenderli con la mia barca e fare in modo che arrestassero me.

Intanto gli sbarchi a Lampedusa continuano. Perché Salvini si impunta contro le persone a bordo della Sea Watch?

Salvini si è impuntato contro le Ong, la Diciotti e la Mare Jonio perché deve fare propaganda, dire a tutti che non si scende. Invece nel frattempo le persone continuano ad arrivare. Nessuno lo dice e non se ne deve parlare perché lui deve fare questa farsa. Stiamo parlando di 42 persone che sicuramente non mettono a rischio la sicurezza del nostro paese. È veramente ridicolo. Così si mette in dubbio anche la capacità delle nostre forze dell’ordine e dell’intelligence, che riescono immediatamente a capire se si tratta di terroristi o gente indesiderata. Quelli a bordo sono poveri disgraziati che scappano dalla guerra, dalle violenze, dalle torture, dalle carceri libiche dove qualcuno vorrebbe riportarli. Tutto questo è inaccettabile.

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE IL MANIFESTO.IT

 

Migranti. Per la Corte di Strasburgo non esisterebbe uno stato di emergenza. Salvini esulta: «Confermata la scelta di ordine, buon senso e legalità dell’Italia. Porti chiusi». Ma la nave è pronta a forzare il divieto.

………. Opposto, e durissimo, il commento di Salvatore Fachile, avvocato che ha seguito la vicenda del ricorso e che parla di «un atto di vigliaccheria» da parte dei giudici. «Per certi versi la sentenza equivale a un epitaffio che la corte scrive su se stessa e sulla sua competenza a tutelare i diritti fondamentali delle persone non europee, anche lì dove è uno Stato europeo che li sottopone a un attacco sistematico»........

LEGGI L'ARTICOLO ALLA FONTE . IL MANIFESTO

Riteniamo utile pubblicare questo articolo di Christian Raimo perchè analizza il fenomeno populista incarnato dalla Lega e propone alcune idee interessanti per combatterlo. Ringraziamo l'Autore e il Blog Minimaetmoralia.it

 

PERCHÉ SALVINI HA VINTO E COME COMBATTERLO. QUALCHE IDEA PER LE LOTTE CHE CI ASPETTANO.

di Christian Raimo

FONTE  MINIMAETMORALIA

Matteo Salvini nel giro di nemmeno un anno è diventato il soggetto pubblico sottinteso.

Se iniziamo un qualunque discorso con un soggetto sottinteso alla terza persona singolare – “Hai sentito cosa ha detto?”, “Poco fa ne ha sparata un’altra delle sue”, “Sembra crescere”, “Non mi piace” – è molto plausibile che ci riferiamo a lui. Una simile penetrazione nel linguaggio pubblico era accaduta a Berlusconi, e in misura minore a Renzi. La relativa velocità con cui l’ascesa di Salvini è avvenuta è anche un fattore non trascurabile.

Salvini (d’ora in poi S) è riuscito a inventarsi quella che Laclau chiamerebbe una ragione populista sfruttando tre debolezze della democrazia italiana. Il suo è un populismo triplice. Ha polarizzato il campo politico lungo tre fronti, costruendo un significante vuoto all’intersezione di ognuna di queste. Buonsenso vs intellettuali, italiani contro stranieri, virilismo contro “buonismo” e “femminilizzazione”. Gli altri due populismi che avevano presa negli ultimi anni – il renzismo e il grillismo – si sono sgonfiati nel momento stesso in cui la creazione del loro significante vuoto e la conseguente polarizzazione non sono state più convincenti. Il fumetto ‘Cittadini onesti contro casta corrotta’ era facilissimo che evaporasse nell’attimo in cui il Movimento Cinquestelle fosse andato al governo; ‘nuovo contro vecchio’ (il refrain populista renziano) era scontato che fosse una strategia controefficace sulla durata per il semplice scorrere del tempo. Il nuovo invecchiato è diventato lo stigma di Renzi. Berlusconi non è mai stato così cretino da presentarsi solo come il nuovo, ma sempre attraverso una simbologia eternizzante – l’amore contro l’odio, il miracolo contro la crisi… – e anche per quello nonostante l’aura grottesca che lo circonfonde è ancora lì.

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Per firmare la Petizione  >> vai alla fonte Change.org 

 

Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica,

ci rivolgiamo a Lei come alla massima autorità a garanzia del rispetto delle Istituzioni repubblicane e della Costituzione, per chiederLe di intervenire nel caso della nave Sea-Watch3, in stallo da  otto giorni in acque internazionali, al limitare delle acque italiane, con a bordo 43 profughi divenuti ostaggi – insieme ai loro salvatori – di una politica dimostrativa che dimentica vite, esistenze, umanità.

A Lampedusa questa notte si dormirà sul sagrato della Chiesa per chiedere che i quarantatré naufraghi a bordo, sopravvissuti ai lager libici, vengano accolti in un porto sicuro e smettano di soffrire inutilmente, dopo tanto dolore già patito. Molti di loro soffrono di disidratazione e mal di mare, a causa dell’incessante rollio dello scafo, come affermato oggi dalla comandante della nave.

Questa notte – la notte che ironicamente conclude la Giornata mondiale del rifugiato – nemmeno noi dormiremo. Forse neppure Lei.

Ci appelliamo a Lei affinché non venga assunto dall’Italia alcun provvedimento che sia in contrasto con il rispetto dei diritti umani, il buon senso e l’eredità politica, giuridica e umana che ci è stata consegnata dai Padri costituenti, che vede il sacro e inderogabile principio della solidarietà richiamato nell’art. 2 della nostra Costituzione.

Chiediamo a Lei, signor Presidente, che è garante della nostra convivenza civile, che la pietas, la giustizia, l’inviolabilità dei diritti fondamentali, il principio di separazione dei poteri e il rispetto delle convenzioni internazionali sottoscritte dal nostro Paese continuino a essere la base della nostra vita democratica di cittadini. ...continua a leggere "Chiudere i porti significa chiudere lo stato di diritto: appello al Presidente Mattarella"