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In seguito alle minacce via web e allo striscione di Forza nuova esposto nel corso di un appuntamento pubblico a cui partecipava a Milano, la Prefettura della città ha reso nota la decisione – da tempo sotto esame – di assegnare la scorta alla senatrice a vita Liliana Segre.

La legge prevede diversi livelli di protezione. Si va dal presidio fisso dell’abitazione fino a una scorta mobile. Nel caso della senatrice Segre è stato scelto il IV livello che prevede la presenza di un’auto e due carabinieri in ogni spostamento e uscita pubblica.

Sugli insulti e minacce ricevuti dalla senatrice via web la Procura di Milano aveva già aperto nel 2018 un’inchiesta contro ignoti assegnata al Dipartimento antiterrorismo.

A proposito di tali messaggi ha detto in realtà la senatrice: “Non ne ho letto neanche uno, sono talmente vecchio stile che sui social non ci sono proprio”, aggiungendo però: “Non credo che esista un metodo per sgominare gli odiatori seriali , sono persone malate che andrebbero curate e hanno tempo da perdere […] Perdono il loro tempo, è molto prezioso, non si torna mai indietro neanche di un attimo. Questi lo sprecano, il mio consiglio è di non sprecarlo. Ogni minuto della nostra vita va goduto e sofferto. Bisogna studiare, vedere le cose belle che abbiamo intorno, combattere quelle brutte e non perdere tempo a scrivere a una 90enne per augurarle la morte. Tanto c’è già la natura che ci pensa. […] Ma io, da nonna, mi fido dei giovani, saranno loro a sbarazzarsi dell’odio”.

Attorno alla senatrice a vita si è compattata la solidarietà del mondo politico.

“Una donna di 89 anni, espulsa dalla scuola a 8 anni, a 13 deportata ad Auschwitz, è ora sotto scorta, per le minacce e gli insulti ricevuti. Non è assurdo, è l’Italia del 2019”, ha twittato Peppe Civati appena appresa la notizia, “Esiste nel nostro paese una delle sopravvissute della Shoah ed è sotto scorta? Ma stiamo scherzando? È una cosa che dovrebbe far fermare le istituzioni, il paese, le forze politiche”, gli immediatamente fatto eco, fra i tanti, Walter Veltroni.

“A Liliana Segre, una delle ultime sopravvissute italiane alle camere a gas di Auschwitz – Birkenau, oggi lo Stato assegna una scorta perché la deve difendere da nuove minacce. È un terribile segnale, è un mondo che corre all’indietro. Difendere oggi chi ha attraversato l’inferno ieri è un dovere ma è anche una sconfitta”. Così in una nota il deputato Pd Emanuele Fiano.

Per la sottosegretaria ai rapporti con il Parlamento Simona Malpezzi, “La decisione di mettere sotto tutela la senatrice a vita Liliana Segre, per le continue minacce che riceve, rende l’idea del pericolo che corrono tutte le persone civili e democratiche nel nostro Paese. C’è un clima sociale e politico pesante in Italia che viene spesso sottovalutato, da oggi non deve essere più possibile tollerare qualsiasi manifestazione o cedimento verso posizioni razziste e fasciste. È un impegno che tutti i gruppi parlamentari devono assumere con chiarezza. Lo dobbiamo a Liliana Segre, lo dobbiamo alla democrazia che va difesa senza alcuna ambiguità”.

Dal 24 al 26 giugno u.s. si è svolto a Bologna il Secondo Festival della Formazione sindacale della CGIL.

Tra i materiali prodotti dal Coordinamento nazionale della formazione e dall’Archivio storico della CGIL nazionale segnaliamo questa meravigliosa micro lezione di Liliana Segre.

Ascoltiamola, condividiamola, utilizziamola come materiale di formazione, studio, riflessione. Perché “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare” e “le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre”.

Diceva lo scorso anno la senatrice: “Non fu tanto la cattiveria, la crudeltà, l’antisemitismo o tutto il peggio che vogliamo dire che portarono ad Auschwitz. Fu l’indifferenza, quel voltare la faccia dall’altra parte, quel dire: “basta con questi ebrei, ma cosa ce ne importa, non succede a noi”. ...continua a leggere "Liliana Segre agli odiatori: “Il tempo è prezioso, non sprecatelo per augurare la morte a una novantenne” – Ilaria Romeo"

venerdí 7 novembre ore 19.30  Presentazione del libro
"Il muro. Berlino e gli altri "
incontro con l'autore Piero Graglia
Moderazione :Federico Quadrelli

Mondolibro c / o Livraria Torstr. 159, 10115 Berlino

1989-2019: a trent'anni dalla caduta del Muro di Berlino, ancora si costruiscono barriere, in Europa e altrove. Tornare a parlare del 'Berliner Mauer', rintracciandone la storia e le finalità politiche, serve per comprendere appieno il concetto stesso di "muro": non come segno di sovranità e di controllo, ma come segno della mancanza, o della debolezza, di entrambi. Cadono le ideologie, restano le macerie, tornano le paure: di fronte a situazioni geopolitiche instabili, e a un fenomeno migratorio sistemico che tutti ci coinvolge, come possono reagire le generazioni post-Muro? In questo volume Piero Graglia ci parla delle società murate di ieri e di oggi, dalla Grande Muraglia cinese fino all'attuale confine USA-Messico, mettendoci in guardia rispetto al rischio che comporterebbero nuove chiusure nel panorama mondiale.

Ingresso gratuito

FONTE MONDOLIBRO.DE

FONTE : ILMITTE.COM CHE RINGRAZIAMO

Deutschland Übergestern”, storie di chi si è perso.

A cura di Dario Jacopo Laganà

La storia di Claus Suppe suscita sicuramente stupore e un po’ di rabbia.

La sua vita inizia in maniera assolutamente non felice, come Heimkind, orfano nella DDR cresciuto in una casa famiglia e costretto a lavorare già da bambino. Gli viene poi negata una formazione professionale, ma riesce comunque a ottenere un lavoro in una fabbrica di vetro a Jena. In seguito, trova la sua vera vocazione alla Deutsche Reichsbahn (le ferrovie statali della Germania orientale del dopoguerra).

Sebbene partecipi alla “Rivoluzione pacifica“, dopo la riunificazione il suo lavoro non viene ritenuto necessario e da allora non ha più l’opportunità di lavorare.

L'ARTICOLO SEGUE ALLA FONTE ILMITTE.COM