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La Cgil di Firenze dice no alla risoluzione che equipara nazismo e comunismo

L’assemblea generale della Camera del Lavoro di Firenze dice no alla Risoluzione del Parlamento europeo che equipara nazismo e comunismo. Ieri, all’Auditorium Crf, alla presenza del segretario nazionale Emilio Miceli, il “parlamentino” della Cgil fiorentina ha votato all’unanimità un Ordine del giorno proposto dalla segreteria provinciale affinché si faccia pressione per cambiare la risoluzione del Parlamento Europeo sull’equiparazione tra nazismo e comunismo: la Cgil di Firenze “condivide le molte voci di dissenso autorevoli che si sono sollevate in questi giorni a partire da quella della Presidenza dell’Anpi che giustamente ricorda come non si possano accumunare “oppressi ed oppressori, vittime e carnefici, invasori e liberatori”, si legge nel documento.

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E’ la prima Camera del Lavoro d’Italia che si schiera apertamente contro il voto del parlamento europeo, già contestato dall’Anpi e dall’Arci, e criticato anche dal presidente dell’europarlamento David Sassoli e dal parlamentare europeo ed ex medico dei migranti di Lampedusa, Pietro Bartolo. “Ho visto compagni e compagne alzare tutte e due le braccia. Fiero di appartenere a questa organizzazione”, ha commentato il dirigente sindacale Paolo Grasso. Qui il testo dell’ordine del giorno:

L’assemblea Generale della CdLM di Firenze riunita il 3 ottobre esprime forte preoccupazione per la risoluzione approvata il 19 settembre scorso dal Parlamento europeo in cui di fatto si equipara fascismo e comunismo. Condivide le molte voci di dissenso autorevoli che si sono sollevate in questi giorni a partire da quella della Presidenza dell’ANPI che giustamente ricorda come non si possano accumunare “oppressi ed oppressori, vittime e carnefici, invasori e liberatori”. La storia democratica di questo paese e la storia della CGIL hanno avuto in dirigenti come Di Vittorio e Trentin, e in milioni di militanti comunisti, riferimenti importanti che non possono essere in nessun modo equiparati all’esperienza criminale del fascismo.Per questo chiediamo alla CGIL nazionale di prendere una netta posizione sulla risoluzione e di farsi promotrice nella CES di un’azione per chiedere una revisione della presa di posizione della UE.