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Pubblichiamo il Comunicato congiunto delle Sezioni Anpi in Germania

Solidarietà alla VVN-BdA
È con grande costernazione che abbiamo appreso la notizia della revoca della qualifica di utilità sociale all’organizzazione antifascista tedesca più rappresentativa, la VVN-BdA, da parte delle autorità tedesche. Sono tempi in cui assistiamo a una forte recrudescenza di movimenti politici di estrema destra, di palese ispirazione fascista e nazista, non solo in Germania, ma anche in Italia e nel resto dell’Europa. Si moltiplicano gli episodi di violenza politica, anche omicida, di aggressioni a sfondo razzista, di minaccia e intimidazione di personalità democratiche che si oppongono a quelle politiche e a quelle violenze.
In questo clima, la decisione stigmatizzante contro la VVN-BdA, che dal dopoguerra coltiva e promuove la memoria delle persecuzioni naziste a vantaggio delle nuove generazioni ed è in prima fila nell’opposizione militante ai rigurgiti neo-nazisti e antidemocratici a cui stiamo assistendo in Germania, è incomprensibile e pericolosa per il segnale che oggettivamente rappresenta di delegittimazione dell’antifascismo organizzato in Germania, oltre che per l’evidente danno che comporta all’efficacia d’azione della VVN-BdA, sottraendole risorse importanti.
In questo frangente preoccupante, affermiamo con forza la nostra piena solidarietà alla VVN-BdA, a cui ci accomuna l’identica ispirazione antifascista e resistente, e la determinazione se è possibile ancora più netta di stare al loro fianco nel contrasto ad ogni manifestazione fascista, razzista, e antisemita, per la libertà e la democrazia, in Germania e in Europa.
Le sezioni ANPI di Germania  (Berlino, Colonia, Francoforte, Stoccarda)

 

Solidarität mit der VVN–BdA
Mit großer Bestürzung haben wir die Nachricht vom Entzug der Gemeinnützigkeit für die Vereinigung der Verfolgten des Naziregimes- Bund der Antifaschistinnen und ANtifaschichten (VVN-BdA), die wichtigste antifaschistische Vereinigung Deutschlands, seitens der Berliner Finanzverwaltung Kenntnis erhalten. Wir sehen, wie sich rechtsextremistische Bewegungen, eindeutig faschistischer und neonazistischer Ideologie, nicht nur in Deutschland, sondern auch in Italien und sonst wo in Europa ausbreiten. Es mehren sich Ereignisse politischer und manchmal mörderischer Gewalt sowie rassistische Angriffe und Drohungen gegen demokratische Politiker, welche gegen Rechtsextremismus und Rassismus ihre Stimme erheben.
Vor diesem Hintergrund ist der stigmatisierende Beschluss gegenüber der VVN-BdA, die seit 1947 das Erinnern an die Verbrechen des Naziregimes wach hält und auf die neuen Generationen überträgt, und gegen neonazistische und antidemokratische Umtriebe Front macht, für uns unverständlich und höchstgefährlich, weil dadurch der organisierte Antifaschismus in Deutschland geschwächt und die VVN-BdA in ihrer Existenz bedroht wird.
In dieser besorgniserregenden Situation bringen wir unsere volle Solidarität der VVN-BdA gegenüber zum Ausdruck, da uns mit der VVN-BdA das Eintreten für Antifaschismus und Widerstand eint: wir sind heute noch stärker als je entschlossen, auf der Seite der VVN-BdA gegen neofaschistische, rassistische und antisemitische Bedrohungen, aber auch für Freiheit und Demokratie in Deutschland und in Europa zu kämpfen.
Die Sektionen von ANPI Deutschland (Berlin, Köln, Frankfurt, Stuttgart)

.... dal quotidiano online nextquotidiano.it apprendiamo che il Comune di Schio dice no alle pietre d'inciampo perchè divisive

Nelle città europee come Berlino, Parigi, Vienna, Amsterdam vi sono migliaia di pietre d'inciampo fissate nei marciapiedi di fronte alle porte delle abitazioni ove vivevano cittadini ebrei deportati e poi assassinati nei campi di concentramento. In nessuna di tante città europee , grandi e piccole, vi sono state prese di posizioni così meschine come quelle espresse dalla maggioranza che amministra Schio.

Segnaliamo l'articolo di  Giovanni Drogo che ci informa sul confronto in Consiglio Comunale e  sulle patetiche e miserevoli argomentazioni della maggioranza per bocciare la mozione che voleva ricordare gli ebrei morti nei campi di sterminio.

Leggi l'articolo alla fonte

Il Comune di Schio dice no alle pietre d’inciampo perché “divisive" 

 

 

 

Il 3 dicembre ARTEMISIA e.V. organizzerà la Giornata internazionale delle persone diversamente abili, nel nome dell’inclusione e in collaborazione con AWO Begegnungszentrum, EMERGENCY Deutschland, Bezirksamt Friedrichshain- Kreuzberg, MiNA e.V., Rete Donne Berlino,ANPI Berlino-Brandeburgo e con IL MITTE, il nostro magazine.

Potete trovare tutte le informazioni su come partecipare all’evento in questo articolo già pubblicato dal Mitte. Altri dettagli sono sull’evento facebook ufficiale Inklusion geht uns alle an e sul sito di Artemisia.

L’iniziativa, che è totalmente gratuita, comprenderà attività tra le quali musica africana, Arteterapia, improvvisazione teatrale e laboratori di cucina, in un misto di culture e differenze che daranno sapore alla giornata e alla vita. L’evento si chiuderà con la proiezione del film-documentario “Open heart“, candidato all’Oscar come miglior documentario nel 2013.

L'ARTICOLO PROSEGUE ALLA FONTE  ILMITTE.COM

Ringraziamo Ilmitte.com per questo bellissimo servizio sull'evento . Fonte dell'articolo  ILMITTE.COM

Photographer: Sindre Sandvik

L’intervento di Mimmo Lucano a Berlino, intervistato dal nostro direttore Lucia Conti, si svolge di fronte a una platea di quasi 500 persone che affollano i locali del Clash, riempito fino alla massima capienza.

Un locale informale per un evento informale, sostenuto dai “concerti solidali” di due band, i berlinesi Nanofish dippers e i Modena City Ramblers, famosissima band emiliana attiva dal 1991 e con all’attivo più di 500.000 dischi venduti.
E che si tratti di un contesto atipico appare subito chiaro, i giovani e i giovanissimi, la maggioranza, ammassati davanti al palco, i meno giovani seduti lateralmente. Una sintesi in inglese, per chi non parla l’italiano, è gentilmente fornita da Angela Fiore.

“Intanto scusate l’emozione” è l’esordio di Lucano, seguito da un boato di incoraggiamento. L’emozione dell’ex sindaco di Riace è palese, così com’è palese il sostegno del pubblico. L’evento è stato organizzato dall’Anpi Berlino-Brandeburgo, i cui membri siedono insieme alla cugina di Lucano, arrivata apposta da Parigi, e a Domenico Rizzuti della Fondazione Riace – È stato il vento, proprio oggi ospite della Freie Universität Berlino.

Alla domanda sullo stato attuale di Riace, Lucano risponde “Ho trovato di nuovo un paese desolato, sono andate via quasi 400 persone”. Tornato da poco nella città calabrese, dopo un divieto di dimora sancito nel 2018 e annullato dalla Cassazione nel 2019, l’ex sindaco ribadisce che Riace è di nuovo semi-deserta. “Ma rinascerà” aggiunge, “sono sicuro che rinascerà”.

Alla domanda su come mai i cittadini di Riace, che versavano in condizioni economiche pessime, non abbiano visto nei migranti un pericolo o un nemico, come purtroppo accade in altri paesi o periferie d’Italia, Lucano risponde:

Intanto devo dirti che così è Riace, un paese di 1500 abitanti del profondo sud italiano, che prima del primo sbarco di migranti aveva il destino segnato, condannato, come tanti altri paesi, allo spopolamento, alla rassegnazione e a vivere sotto l’oppressione della mafia. L’idea di riutilizzare le case abbandonate durante l’emigrazione dei calabresi all’estero si è unita alla spontaneità che è tipica del sud, dove si divide tutto, anche nelle difficoltà”.

Lucano ci tiene però a difendere anche l’efficacia concreta del suo modello solidale.
“Noi abbiamo creduto in un riscatto di quel luogo, abbiamo creduto a un’utopia sociale e reale. La nostra non è stata un’accoglienza per buonismo, ma ha seguito i binari del ripopolamento di un luogo-limite, per cui l’emergenza è diventata la soluzione. E tutto questo ha creato una comunità che si è risollevata e ha creduto in un futuro possibile, per chi abitava lì e per chi è arrivato in seguito”.

...continua a leggere "Mimmo Lucano a Berlino: evento sold out, folla esultante. Sul palco, viene letto il messaggio di Wim Wenders"

Riprendiamo l'articolo di Sandro Abruzzese pubblicato da Le parole e le cose, che ringraziamo. Esso affronta, attraverso un'analisi della letteratura partigiana, la  preoccupazione per l’attuale periodo storico e i suoi tentativi di un revisionismo d’accatto, sapientemente orchestrato da network d’informazione. Egli osserva che "forse occorre prendere atto che al mondo progressista non è consentito il lusso o la rendita della retorica, senza il pericolo che il tutto si traduca in un conflitto a cui un nazionalismo aggressivo e xenofobo fornirà poi i suoi alibi."

“Fare il partigiano era tutto qui: sedere, per lo più su terra o pietra, fumare (ad averne), poi vedere (…) fascisti, alzarsi senza spazzolarsi il dietro, e muoversi a uccidere o a essere uccisi (…)”, scrive Fenoglio nel Partigiano Johnny.

E cos’è una scuola, cosa si intende per “cultura” antifascista, sembra dirlo a inizio romanzo l’amico Monti quando attribuisce a Corradi un giudizio sul liceo di Zagabria: “Tutti al largo, preside, professori, alunni e bidelli, tutti partigiani!”.

Sarà sempre il giovane professore comunista Corradi a dire che un partigiano è chiunque uccida un fascista, “con le medesime precauzioni che un uomo deve prendere con un animale”. Nelle sue parole successive si fa luce il contrasto di stampo settario tra la struttura ideologica comunista del maestro e il più istintivo amore per la libertà degli allievi. E tuttavia si assiste, in questi passaggi e nella rappresentazione di Fenoglio, a una vera e propria lotta contro la degradazione dell’umano. Già, perché degradato è l’uomo divenuto fascista, degradata è la pianura con le sue città stravolte, degradante è la guerra in ogni suo aspetto, tra rantoli, cattivi odori, gratuita morte.

Eppure è proprio necessario morire, perché per i partigiani, scriverà Giorgio Bocca nella Storia dell’Italia partigiana, è una guerra ma anche uno scontro assoluto: “I partigiani odiano in lui, ufficiale nazista, l’uomo non più umano che si è legato a una politica abietta (…)”. E il vicentino Meneghello aggiunge: “Naturalmente ci avrebbero presto sterminati, almeno la prima infornata, e poi anche la seconda e la terza. Ma almeno l’Italia avrebbe provato il gusto di ciò che deve voler dire rinnovarsi a fondo, e le nostre lapidi sarebbero oggi onorate da una nazione veramente migliore”.

Ci sono, in queste parole, l’orgoglio per aver assunto la responsabilità del momento storico, ma anche la vergogna di intere generazioni che, almeno in parte, hanno creduto nella dittatura e nel fascismo. È un’ammissione senza sconti né alibi. Una volta toccato il fondo, si tratta di riconciliarsi con l’umano. Così, anche il giovane Johnny passa repentinamente dalla visione idealizzata alla dura realtà dell’esperienza sul campo, in cui fa capolino quella sua terra matrigna costantemente evocata, le colline delle Langhe, lì a ricordargli “come è grande un uomo quando è nella sua dimensione umana”. Sicché anche Johnny, come gli altri, parte per le colline “in nome dell’autentico popolo d’Italia”, inebriato dalla possibilità della lotta, sebbene risulti “infinitamente più inebriante la coscienza dell’uso legittimo che ne avrebbe fatto”. E inebriante è il medesimo termine usato nei Piccoli maestri per descrivere quel confuso sentimento collettivo di cui gli italiani erano partecipi, quel misto di ascesi e autopunizione, di necessità e sofferenza, ma anche di altruismo, che era la vita partigiana.

...continua a leggere "ANTIRETORICA DELLA RESISTENZA ITALIANA"

L'Italienzentrum della Freie Universität di Berlino, in collaborazione con ANPI Berlino Brandeburgo e il Comune di Mühlenbecker Land, ha organizzato un incontro sul tema della "Inclusione dei rifugiati nei comuni italiani e tedeschi. Gli esempi di Riace e Mühlenbecker Land. L'appuntamento è Lunedì 25 novembre 2019, ore 18.

Profilo dell’incontro “Inclusione dei migranti nelle comunità italiane e tedesche – Gli esempi di Riace e Mühlenbecker Land”.
Negli ultimi decenni, i flussi migratori da paesi extraeuropei verso gli stati dell’Unione Europea si sono gradualmente incrementati. Nel caso della Germania, si pensa soprattutto alle persone che dal 2015 sono fuggite dalle guerre e dal terrore in Siria e Afghanistan. L’Italia, per la sua posizione centrale all’interno del bacino mediterraneo, rappresenta fin dagli anni ’90 il primo paese di approdo di numerose rotte migratorie. ...continua a leggere "“Inclusione dei rifugiati nei comuni italiani e tedeschi. Gli esempi di Riace e Mühlenbecker Land.”"

In occasione dei trent'anni dalla caduta del Muro di Berlino, proponiamo la lettura dell'interessantissimo articolo - ricco di fotografie - di  Lorenzo Barsotti  pubblicato oggi su Il Mitte, il quotidiano on line di Berlino.

Un argomento complesso, ma  essenziale, che continua a segnare profondamente la vita di questa città: come trovare un equilibrio tra la conservazione della memoria e l'attuale frenetica gentrificazione ?

L'Articolo dal  Il Mitte, che ringraziamo.

 

In seguito alle minacce via web e allo striscione di Forza nuova esposto nel corso di un appuntamento pubblico a cui partecipava a Milano, la Prefettura della città ha reso nota la decisione – da tempo sotto esame – di assegnare la scorta alla senatrice a vita Liliana Segre.

La legge prevede diversi livelli di protezione. Si va dal presidio fisso dell’abitazione fino a una scorta mobile. Nel caso della senatrice Segre è stato scelto il IV livello che prevede la presenza di un’auto e due carabinieri in ogni spostamento e uscita pubblica.

Sugli insulti e minacce ricevuti dalla senatrice via web la Procura di Milano aveva già aperto nel 2018 un’inchiesta contro ignoti assegnata al Dipartimento antiterrorismo.

A proposito di tali messaggi ha detto in realtà la senatrice: “Non ne ho letto neanche uno, sono talmente vecchio stile che sui social non ci sono proprio”, aggiungendo però: “Non credo che esista un metodo per sgominare gli odiatori seriali , sono persone malate che andrebbero curate e hanno tempo da perdere […] Perdono il loro tempo, è molto prezioso, non si torna mai indietro neanche di un attimo. Questi lo sprecano, il mio consiglio è di non sprecarlo. Ogni minuto della nostra vita va goduto e sofferto. Bisogna studiare, vedere le cose belle che abbiamo intorno, combattere quelle brutte e non perdere tempo a scrivere a una 90enne per augurarle la morte. Tanto c’è già la natura che ci pensa. […] Ma io, da nonna, mi fido dei giovani, saranno loro a sbarazzarsi dell’odio”.

Attorno alla senatrice a vita si è compattata la solidarietà del mondo politico.

“Una donna di 89 anni, espulsa dalla scuola a 8 anni, a 13 deportata ad Auschwitz, è ora sotto scorta, per le minacce e gli insulti ricevuti. Non è assurdo, è l’Italia del 2019”, ha twittato Peppe Civati appena appresa la notizia, “Esiste nel nostro paese una delle sopravvissute della Shoah ed è sotto scorta? Ma stiamo scherzando? È una cosa che dovrebbe far fermare le istituzioni, il paese, le forze politiche”, gli immediatamente fatto eco, fra i tanti, Walter Veltroni.

“A Liliana Segre, una delle ultime sopravvissute italiane alle camere a gas di Auschwitz – Birkenau, oggi lo Stato assegna una scorta perché la deve difendere da nuove minacce. È un terribile segnale, è un mondo che corre all’indietro. Difendere oggi chi ha attraversato l’inferno ieri è un dovere ma è anche una sconfitta”. Così in una nota il deputato Pd Emanuele Fiano.

Per la sottosegretaria ai rapporti con il Parlamento Simona Malpezzi, “La decisione di mettere sotto tutela la senatrice a vita Liliana Segre, per le continue minacce che riceve, rende l’idea del pericolo che corrono tutte le persone civili e democratiche nel nostro Paese. C’è un clima sociale e politico pesante in Italia che viene spesso sottovalutato, da oggi non deve essere più possibile tollerare qualsiasi manifestazione o cedimento verso posizioni razziste e fasciste. È un impegno che tutti i gruppi parlamentari devono assumere con chiarezza. Lo dobbiamo a Liliana Segre, lo dobbiamo alla democrazia che va difesa senza alcuna ambiguità”.

Dal 24 al 26 giugno u.s. si è svolto a Bologna il Secondo Festival della Formazione sindacale della CGIL.

Tra i materiali prodotti dal Coordinamento nazionale della formazione e dall’Archivio storico della CGIL nazionale segnaliamo questa meravigliosa micro lezione di Liliana Segre.

Ascoltiamola, condividiamola, utilizziamola come materiale di formazione, studio, riflessione. Perché “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare” e “le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre”.

Diceva lo scorso anno la senatrice: “Non fu tanto la cattiveria, la crudeltà, l’antisemitismo o tutto il peggio che vogliamo dire che portarono ad Auschwitz. Fu l’indifferenza, quel voltare la faccia dall’altra parte, quel dire: “basta con questi ebrei, ma cosa ce ne importa, non succede a noi”. ...continua a leggere "Liliana Segre agli odiatori: “Il tempo è prezioso, non sprecatelo per augurare la morte a una novantenne” – Ilaria Romeo"

venerdí 7 novembre ore 19.30  Presentazione del libro
"Il muro. Berlino e gli altri "
incontro con l'autore Piero Graglia
Moderazione :Federico Quadrelli

Mondolibro c / o Livraria Torstr. 159, 10115 Berlino

1989-2019: a trent'anni dalla caduta del Muro di Berlino, ancora si costruiscono barriere, in Europa e altrove. Tornare a parlare del 'Berliner Mauer', rintracciandone la storia e le finalità politiche, serve per comprendere appieno il concetto stesso di "muro": non come segno di sovranità e di controllo, ma come segno della mancanza, o della debolezza, di entrambi. Cadono le ideologie, restano le macerie, tornano le paure: di fronte a situazioni geopolitiche instabili, e a un fenomeno migratorio sistemico che tutti ci coinvolge, come possono reagire le generazioni post-Muro? In questo volume Piero Graglia ci parla delle società murate di ieri e di oggi, dalla Grande Muraglia cinese fino all'attuale confine USA-Messico, mettendoci in guardia rispetto al rischio che comporterebbero nuove chiusure nel panorama mondiale.

Ingresso gratuito

FONTE MONDOLIBRO.DE

FONTE : ILMITTE.COM CHE RINGRAZIAMO

Deutschland Übergestern”, storie di chi si è perso.

A cura di Dario Jacopo Laganà

La storia di Claus Suppe suscita sicuramente stupore e un po’ di rabbia.

La sua vita inizia in maniera assolutamente non felice, come Heimkind, orfano nella DDR cresciuto in una casa famiglia e costretto a lavorare già da bambino. Gli viene poi negata una formazione professionale, ma riesce comunque a ottenere un lavoro in una fabbrica di vetro a Jena. In seguito, trova la sua vera vocazione alla Deutsche Reichsbahn (le ferrovie statali della Germania orientale del dopoguerra).

Sebbene partecipi alla “Rivoluzione pacifica“, dopo la riunificazione il suo lavoro non viene ritenuto necessario e da allora non ha più l’opportunità di lavorare.

L'ARTICOLO SEGUE ALLA FONTE ILMITTE.COM